Continua a ridursi il “vuoto” di posti auto causato dall’ordinanza comunale emanata a Otranto lo scorso 22 luglio nell’ambito delle misure di prevenzione e lotta agli incendi boschivi. Il provvedimento, che recepisce un decreto regionale, vieta in modo assoluto l’ingresso e la sosta di veicoli nelle aree pinetate e nelle zone boschive del territorio, introducendo sanzioni pesanti: 2.050 euro per ogni mezzo in violazione.
L’obiettivo dell’ordinanza è quello di ridurre al minimo i rischi di innesco e propagazione delle fiamme durante i mesi più caldi, limitando la presenza di auto e motocicli in zone particolarmente sensibili. Ma l’ordinanza ha avuto un impatto immediato e rilevante sulla disponibilità di parcheggi a servizio degli stabilimenti balneari della zona, con la perdita di circa un migliaio di posti auto.
Negli ultimi giorni, però, le decisioni del Tribunale Amministrativo Regionale di Lecce hanno parzialmente ribaltato la situazione. Dopo i casi di Balnearea e Due Mori, anche il Lido Due Laghi, situato nella zona degli Alimini, ha ottenuto il via libera alla riapertura del proprio parcheggio.
Con decreto monocratico della I sezione, il presidente Antonio Pasca ha accolto la domanda cautelare presentata dai legali Francesco Romano, Leonardo Maruotti e Martina Cutazzo. La struttura balneare dispone infatti di un’area di sosta appositamente attrezzata e situata al di fuori della pineta, dunque non soggetta ai divieti diretti dell’ordinanza. Il nodo della controversia riguardava il fatto che, per raggiungere il parcheggio, i clienti erano costretti a percorrere un breve tratto sterrato che attraversa la pineta, circostanza ritenuta dal Comune incompatibile con la normativa regionale antincendio.
Il Tar, però, ha valutato diversamente. Sulla base della perizia tecnica depositata da un ingegnere, ha rilevato che le strade in battuto tufaceo o in breccia, quando sono del tutto prive di vegetazione spontanea, non presentano un rischio di conduzione della fiamma significativamente diverso rispetto a quello delle strade asfaltate. Pertanto, secondo il giudice amministrativo, deve essere “comunque assicurato il transito sulla viabilità esistente finalizzato all’accesso all’area di parcheggio”.
Questa decisione – come quelle che l’hanno preceduta per gli altri stabilimenti – consente il recupero di buona parte della capacità ricettiva in termini di posti auto, senza, secondo i giudici, compromettere la sicurezza antincendio.