LECCE – Due acceleratori lineari acquistati, una gara aggiudicata, fondi ministeriali impegnati per oltre 7 milioni di euro e un’attesa che dura da mesi. Intorno al potenziamento del reparto di Radioterapia Oncologica dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce si è consumata una delle vicende sanitarie più complesse e controverse degli ultimi anni, fatta di promesse, ritardi, chiarimenti ufficiali e una domanda, semplice rimasta ancora senza risposta: “Dove sono adesso fisicamente posizionati questi acceleratori lineari?” È il quesito posto dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Pagliaro, che attende ancora una replica puntuale dalla Asl di Lecce.
Tutto comincia con un’ispezione effettuata dallo stesso Pagliaro nel dicembre 2023 nel reparto di Radioterapia del Fazzi. Una situazione definita già allora “in affanno”: due macchinari in funzione da 24 e 9 anni, ormai obsoleti e soggetti a guasti frequenti.
Il 9 ottobre 2024, in Commissione Sanità, la direttrice della Radioterapia Angela Sardaro rassicurava: entro dicembre sarebbe stata chiusa la gara per l’acquisto di due nuovi acceleratori lineari “gemelli”, per garantire interscambiabilità e maggiore efficienza. La fase preliminare del bando era già stata completata il 29 settembre e prevedeva l’acquisto dei macchinari con i fondi PNRR. Ma la condizione per non perderli era chiara: concludere la gara entro fine anno.
Nei mesi successivi, però, il quadro non è migliorato. Come documentato da una nuova ispezione del 28 giugno scorso del consigliere Pagliaro. Cure sospese per guasti ai macchinari, viaggi a vuoto sotto il sole rovente, terapie rimandate senza preavviso, costi sostenuti privatamente per prestazioni non disponibili nel pubblico.
E che la situazione non sia migliorata nonostante le sollecitazioni lo dimostrano i tanti messaggi degli utenti che contattano la nostra redazione, raccontando i disagi che vivono.
Qualche giorno più tardi la Asl ha risposto specificando che i fondi utilizzati per l’acquisto dei macchinari sono ministeriali, non Pnrr come invece indicato in commissione e che sono stati eseguiti sopralluoghi e studi tecnici per l’adeguamento dei bunker che ospiteranno i nuovi macchinari.
Una delibera della Asl, resa pubblica durante la trasmissione Open, dimostra che i macchinari sono stati acquistati già il 3 marzo 2025, impegnando oltre 7 milioni.
Ma nonostante siano passati oltre quattro mesi, nessun cantiere è stato aperto e nessuna informazione ufficiale è stata data sulla loro collocazione attuale. Dove sono questi acceleratori?
La Asl, nell’ultima nota, parla di “fase avanzata delle procedure” e assicura il rispetto dei tempi. Ribadisce il proprio impegno per garantire ai cittadini servizi sempre più avanzati, moderni e qualificati nell’ambito della radioterapia di ultima generazione, confermandosi punto di riferimento nella cura dei pazienti oncologici. Ma non dà risposte sulla localizzazione fisica dei due acceleratori e sui tempi.
Intanto il consigliere Pagliaro ha chiesto una nuova audizione in Commissione Sanità, fissata per il 30 luglio. “Spero che almeno in quella sede – ha dichiarato – arrivi finalmente una risposta chiara e documentata. Io nel frattempo andrò a controllare di persona.”