BARI – “Chiuso perché il Comune non vuole più farci lavorare. Lutto orecchiette” questa la scritta comparsa su una scatola bianca posizionata sopra il tradizionale tavolo da lavoro delle note pastaie di bari, che con queste motivazioni hanno deciso di incrociare le braccia, dopo le multe da 5mila euro per occupazione di suolo pubblico ricevute nei giorni scorsi. Mattarelli riposti, spianatoi vuoti ed essiccatori senza orecchiette dunque, come segno di protesa.
“Ci hanno fatto fare il corso Haccp che non ci serve – dicono le pastaie – noi vogliamo regolarizzare tutto, ma abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica cosa e come fare. Ma da Palazzo di città tutto tace”. E così con buona pace dei turisti, per ora l’unica cosa da ammirare è una spianatoia in legno con un cumulo di farina di grano che sembra un piccolo vulcano.