Litigi per una gonna troppo corta o una sigaretta fumata in compagnia di altre persone. Emerge anche questo dall’analisi del telefonino di Roberta Bertacchi, la 26enne trovata cadavere la mattina del 6 gennaio scorso a Casarano, impiccata sul balcone della sua abitazione con una sciarpa del Casarano Calcio, regalata dal fidanzato Davide Falcone, indagato per istigazione al suicidio. Il giovane si trova ora rinchiuso in carcere per altra causa.
Un elemento inquietante sono le uniche tre telefonate che Roberta fa la mattina del 4 gennaio, due giorni prima della morte, al 112, prima che il suo cellulare smettesse di funzionare. La prima chiamata è alle 10:38 e dura 6 secondi, la seconda alle 10:39 e dura 31 secondi, e l’ultima alle 10:43, e dura solo 3 secondi. Poi, alle 10:45, apre la chat con la madre e prova a registrare una nota vocale che però viene cancellata e, purtroppo, non è più recuperabile. Perché Roberta chiama il 112? Cosa voleva dire alla madre? E come mai il suo cellulare proprio in quel momento smette di funzionare? La perizia depositata dall’ingegnere informatico Luigina Quarta, perito incaricato di parte, ha messo in luce una relazione sentimentale segnata da una gelosia ossessiva e comportamenti aggressivi da parte del fidanzato. “Non mi rispondi, stai con un altro” e ancora “Sei stata una falsa, non mi hai mai amato”, scriveva Falcone, mentre Roberta cercava disperatamente di salvare il rapporto: “Io invece ti amo, ma hai dimostrato cosa realmente pensi di me”, e poi ancora: “Nonostante tutto io non voglio perderti, avevi promesso che saresti stato al mio fianco, non farmi pure questo”. La sera prima di morire, Roberta aveva avuto un violento litigio in un locale con il fidanzato, alla presenza di testimoni. Stessa cosa era accaduta qualche giorno prima, proprio la notte di Capodanno, quando lui accusa Roberta di essersi vestita in maniera appariscente e di aver fumato con altri. Proprio quella notte la ragazza implora Davide di tornare a casa, anche perché pioveva, altrimenti sarebbe stata la fine della loro storia. Intanto la famiglia Bertacchi, alla luce della perizia tecnica, assistita dagli avvocati Luciano De Francesco e Silvia Romano, continua a chiedere verità e giustizia per la figlia.
Paolo Franza, classe 1990, giornalista professionista, redattore del Tg di Telerama.