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Brindisi – la vicenda Edison un chiaro esercizio di ipocrisie

BRINDISI – L’autunno dei brindisini rischia di diventare ancora più caldo. Alle conseguenze negative del processo di decarbonizzazione, alle tante crisi aziendali, adesso si aggiunge anche una battaglia cittadina legata alla possibilità che nel porto venga realizzato un deposito costiero di GNL da parte di Edison.

Per comprendere bene di cosa stiamo parlando bisogna fare un passo indietro di qualche anno, quando la città era già amministrata da un “governo del no a tutto” guidato dal sindaco Rossi. Questa definizione ha probabilmente condizionato negativamente anche le cose buone fatte da quell’Esecutivo, inevitabilmente bollate come frutto di una politica contraria a qualsiasi investimento in campo industriale (e non solo). A questo, poi, si è aggiunta una netta contrapposizione tra Comune e Autorità Portuale, sfociata in dinieghi che hanno ritardato l’infrastrutturazione delle banchine e sono stati oggetto anche di un processo penale poi conclusosi con la piena assoluzione dei protagonisti, a partire dal presidente Patroni Griffi.

Giunti al momento del voto amministrativo, pertanto, lo schieramento di centro destra si è candidato alla guida della città cavalcando la tigre del “si a tutto” per rimettere in marcia l’economia cittadina. Ne è nato uno scontro radicale che ha inevitabilmente posto ai margini la necessità di giungere alla soluzione più ragionevole, rappresentata dal “si, a condizione che…” con un chiaro riferimento al rispetto dell’ambiente e del territorio ed a convenienze economiche ed occupazionali per la città.

Ecco, la vicenda Edison si inquadra proprio in questo contesto così ottusamente incomprensibile. Si parte da un mancato pronunciamento del consiglio comunale sul parere tecnico legato al progetto (per assenza in aula del numero legale) per giungere sino ai nostri giorni.

Edison fa il suo esordio in città ad ottobre dello scorso anno con una conferenza organizzata nell’ambito del Salone Nautico di Puglia. Un appuntamento durante il quale furono snocciolate tante belle parole, preannunciando un pieno coinvolgimento della città.

In realtà, tutto questo non è avvenuto visto che Edison – a quanto ci risulta – si è limitato ad incontrare, su iniziativa del presidente di Confindustria Gabriele Lippolis, un gruppo di imprese interessate a far parte del gruppo di “costruttori” dell’impianto o – come più probabile – di subappaltatori dello stesso. Incontro svoltosi a porte chiuse e senza alcun coinvolgimento di Brindisi e dei brindisini. Nel frattempo, si va avanti con l’iter autorizzativo ed Edison inciampa in un eccesso di sicurezza, probabilmente determinato da chi aveva garantito che ormai Brindisi era tornata ad essere terra di conquista, sulla base del motto “si a tutto”. Quella torcia in verticale al posto della prevista torcia a terra ha aperto gli occhi alla gente ed anche a gran parte della politica, giungendo all’incredibile risultato di avvicinare gli schieramenti di centro destra e di centro sinistra, anche se permangono diversità di opinioni sulla strada da seguire da oggi in poi.

Accade, così, che il sindaco Marchionna, lo stesso che in consiglio comunale aveva dichiarato che ormai Edison non era più un argomento di interesse del Comune, adesso parli giustamente ed apertamente di mancanza di rispetto per cittadini ed istituzioni da parte di Edison. Un fronte, quello della necessità di un immediato chiarimento, in cui ci ha messo la faccia anche l’onorevole D’Attis il quale pretende che adesso l’azienda faccia chiarezza su ciò che è accaduto. E sempre in maggioranza si registrano il “no” ad Edison nel porto e con quella torcia da parte di Roberto Quarta di Fratelli d’Italia e di Ercole Saponaro della Lega, mentre i moderati ed i repubblicani insistono perché Edison chiarisca ciò che è accaduto direttamente con il sindaco Marchionna. Restano barricati sull’utilità a tutti i costi dell’impianto la capogruppo di Fratelli d’Italia Vantaggiato e il vice sindaco Oggiano, mentre le opposizioni cominciano a fare sintesi per giungere ad una posizione condivisa. E nel frattempo associazioni e sindacati si organizzano per una grande manifestazione prevista per il 24 agosto.

Mimmo Consales

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