LECCE – I Carabinieri del NIL, in provincia di Lecce, hanno sospeso 2 attività che sfruttavano alcuni lavoratori, sottoponendoli ad orari disumani e senza neppure un contratto a norma. Il valore complessivo degli illeciti perpetrati dai titolari delle aziende ammonta a ben 75.000 euro.
Questo è quanto è stato scoperto durante l’attività di controllo “Joint Action Days”, un’azione coordinata da Europol e messa in atto dalle forze dell’Arma che ha interessato 5 attività nel settore della ristorazione e della vendita al dettaglio gestite da dei cittadini di origine asiatica. Le indagini hanno portato all’identificazione di 22 dipendenti, 6 dei quali non avevano un contratto regolare e che quindi lavoravano in nero. Le sanzioni amministrative comminate agli indagati ammontano a 36.000,00 euro, mentre le ammende penali dovute alla mancanza di una sorveglianza sanitaria sono di 38.764,00 euro.
Il lavoro irregolare è tuttora uno dei maggiori flagelli che colpiscono l’economia italiana, schiacciando diritti fondamentali e “annerendo” con sé il futuro del Bel Paese: la preclusione alla crescita carrieristica e la mancanza di comfort che dovrebbero essere alla portata di tutti condurranno le nuove generazioni in una società indifferente e grigia, e questo deve cambiare il prima possibile, prima che sia troppo tardi.