SAN GIORGIO JONICO – È stato un lungo lavoro, quello documentato tra agosto, settembre e ottobre dai carabinieri della stazione di San Giorgio Jonico, volto a ricostruire gli atti intimidatori e le vessazioni subite negli ultimi vent’anni da una donna di 48 anni, di origine russa, da parte del compagno convivente, un uomo marocchino 36enne, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Tutto nasce da una richiesta di intervento giunta al 112 il 19 agosto 2021 all’ora di pranzo, quando i condomini di un appartamento di San Giorgio Jonico, chiedono aiuto ai carabinieri perché, per l’ennesima volta, sentono urla disperate provenire dall’interno di una delle abitazioni del palazzo. Immediato l’intervento dei militari, davanti ai quali si apre uno scenario straziante: ad accoglierli, sull’uscio di casa, tre minori in lacrime, figli della coppia. Spaventati, tremanti e ancora sotto shock, raccontano ai Carabinieri che la loro mamma è stata picchiata e portata via dal papà ubriaco. Scattano le ricerche: dopo qualche minuto, la pattuglia rintraccia l’auto segnalata dai piccoli testimoni, che, a poche centinaia di metri dall’abitazione, è rimasta coinvolta in un incidente. A pagare le spese di quella follecorsa è proprio la moglie dell’uomo e madre dei piccoli, che i carabinieri trovano riversa a terra, dolorante: per lei, si apriranno le porte dell’ospedale di Martina Franca, dove sarà ricoverata per trenta giorni per fratture in diverse parti del corpo.
Da quel momento, i Carabinieri, di concerto con l’Autorità Giudiziaria, iniziano un’incalzante attività d’indagine e ricostruzione degli eventi, per far luce su cosa, negli anni, fosse successo tra quelle mura domestiche. A definirsi, nell’immediato, è uno squarcio di vita drammatico: un padre, già condannato nel 2014 per aver maltrattato abitualmente la convivente, anche mentre era incinta, davanti ai figli piccoli, umiliandola, offendendola, e minacciando di portarle via i bambini se si fosse mai ribellata. Le testimonianze raccolte parlano di vent’anni di sofferenza, durante i quali vittima di queste vessazioni fisiche e psicologiche non è solo la compagna dell’uomo, sordo muta dalla nascita, ma anche i figli. Il gip ha deciso di firmare l’ordinanza che manda in carcere l’uomo per maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante di aver commesso i fatti in presenza dei figli minori, e per lesioni colpose.