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Coronavirus, nel Leccese dieci persone in auto-quarantena. Il 35enne salentino: “rinchiuso per ignoranza”

LECCE- Dieci persone in provincia di Lecce sono in auto-quarantena per prevenire la diffusione del Coronavirus, il virus che sta flagellando la Cina. Si tratta di nove cinesi e un salentino, rientrati dal Paese asiatico negli ultimi giorni.

Il giovane leccese,35enne di Parabita, è tornato in mattinata in Puglia. Contrariamente alle prime notizie diffuse, non è rientrato con volo partito da Wuhan, la città epicentro della malattia: lavorava a Xian, città a mille chilometri dalla prima. Pur non presentando sintomi di alcun tipo, la Asl di Lecce, contattata dalla famiglia, ha consigliato un periodo di auto-isolamento di 14 giorni da quando è partito dall’Asia e ora è in un appartamento isolato a Matino.

Una decisione, quella della sua famiglia di allertare la Asl, che non si aspettava: “Rinchiuso, sequestrato per il peggior virus che esista al mondo: L’ ignoranza! – si è sfogato il 35enne con un post su Facebook- Finitela di urlare al lupo al lupo, Il male dell’Italia siamo noi, Italiani! Amo la mia terra, una terra che però ha finito di vivere quando ha smesso di ricercare la verità e deciso di seguire solo la paura, le urla, le falsità.  Questa non è prevenzione, questa è pura isteria data dal non voler usare il cervello, data dal non voler informarsi a fondo. È l’ignoranza che crea la paura, è il voler vivere nel bel mondo fatato fatto di lucine e falsità. Io sono fiero di essere cittadino del mondo ed ora più che mai farò sentire la mia voce. Fuori gli xenofobi, fuori i razzisti, fuori gli isterici… dentro la ricerca, la verità, la vita”.

Autoisolamento anche per i cinesi residenti nel Leccese, dove sono rientrati dopo aver trascorso il Capodanno del loro Paese d’origine, evitando il blocco dei voli diretti attraverso scali tecnici in altri paesi: anche per loro, in via precauzionale, 14 giorni di auto-quarantena, evitando luoghi pubblici e limitando i rapporti sociali. «Ogni giorno, e in alcuni casi più volte al giorno – spiega il dg della Asl Lecce, Rodolfo Rollo – nostro personale chiama queste persone chiedendo loro di controllare alcuni parametri, tra cui la temperatura. Solo nel caso in cui si ritiene che ci siano segnali preoccupanti, vengono visitate e portate in ospedale per accertamenti». Il dg precisa che si tratta di un «invito alla limitazione dei rapporti» e che «nessuno impedisce loro di uscire».

«In Salento – aggiunge Rollo – c’è anche un’allerta sui Centri di accoglienza: stiamo definendo protocolli per eventuali sbarchi clandestini».

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