Cronaca

Bullismo contro il pensionato di Manduria, niente carcere per la “comitiva degli orfanelli”

MANDURIA- Non andranno in carcere dieci degli undici componenti della presunta baby gang che avrebbe compiuto atti di bullismo ai danni di Antonio Stano, il pensionato di Manduria affetto da disagio mentale e morto nell’aprile scorso.

La Procura minorile, infatti, ha dato il suo ok alla messa alla prova richiesta dai legali difensori. I ragazzi, tutti tra i 15 e i 18 anni, dovranno seguire, quindi, un percorso guidato da psicologi e assistenti sociali, volto al pentimento e all’impegno sociale e che durerà tra i due e i tre anni. Se terminerà con esito positivo, potrà cancellare il processo. Per l’undicesimo giovanissimo, invece, a causa di indole e passato ritenuti violenti, il pm ha chiesto di procedere con il rito abbreviato.

La palla ora passa nelle mani del giudice Bina Santella e il 28 gennaio si terrà l’udienza decisiva. Le accuse per i ragazzi sono di danneggiamento, violazione di domicilio, furto, lesioni e morte a seguito di tortura. Per il medico legale Liliana Innamorato, consulente della Procura, infatti, c’è un nesso tra la morte del pensionato e gli atti di bullismo posti in essere nei suoi confronti per anni. Per i consulenti della difesa, invece, a causare la morte di Stano, il 23 aprile, sarebbe stato il trattamento ricevuto all’ospedale di Manduria.

Saranno i magistrati ad accertare la verità sulla morte, ma restano gli atti di violenza documentati con i video ripresi dai cellulari e diffusi sulle chat di Whatsapp: assalti all’abitazione, lancio di oggetti, porta sfondata a calci, sputi, pugni, pestaggi. Stano era “lu pacciu” e quel bullismo contro di lui lo aveva portato ad avere molta paura e a farlo precipitare nel silenzio, lasciato solo in casa, fino alla morte per una infezione non curata.

Ma la “comitiva degli orfanelli”, come si era ribattezzata, non avrebbe preso di mira solo lui: un altro disabile fu preso a calci e pugni, facendogli perdere tre denti, nell’aprile scorso, mentre una terza vittima, anche lui disabile, è stata ripresa con il cellulare mentre veniva insultato per strada.

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