TARANTO – “Sono 472 i casi di mesotelioma, il tumore associato soprattutto all’esposizione dell’amianto, registrati tra i residenti a Taranto nel periodo 1993-2015”. Lo sottolinea il presidente di Contramianto onlus, Luciano Carleo, citando dati del Registro Mesotelioma Puglia, definiti “da brivido, che vedono purtroppo – aggiunge – ancora una volta il capoluogo ionico capofila” per le patologie causate dall’amianto in Puglia. Complessivamente in Puglia nei 23 anni del rapporto sono stati “censiti – precisa Carleo – 1191 casi di mesotelioma e di questi il 40% a Taranto. Dei 472 casi registrati a Taranto, con esposizione ricostruita, oltre il 70% sono legati al lavoro e i rimanenti equamente distribuiti tra non ‘occupazionali’ o di origine improbabile o ignota”. La correlazione amianto-malattie, sostiene Carleo, “rappresenta un problema di sanità pubblica, come puntualmente denunciato da Contramianto, che andrebbe adeguatamente affrontato sul territorio con un programma gratuito di sorveglianza sanitaria”.
Per Taranto è l’ennesima batosta. Soltanto lo scorso 18 dicembre il Rapporto Tumori ha messo in luce uno standard di 3.044 nuovi casi di tumore all’anno dal 2006 al 2012. Ad essere maggiormente esposto, ancora una volta, era risultato il sesso maschile.
Il report aveva in parte già lanciato l’allarme in tema mesotelioma. Nello specifico quello pleurico, un tumore raro che colpisce il mesotelio (il sottile tessuto che riveste la gran parte degli organi interni) che a Taranto con i suoi 20 casi annui è risultato raggiungere eccessi del 300-400% rispetto al dato nazionale.
I dati del Registro Mesotelioma Puglia dunque sono una conferma. Amara, l’ennesima da mandar giù per i tarantini.