SUD SALENTO- Dopo l’aggressione alla dottoressa in servizio presso la Guardia medica di un comune del sud Salento, la Asl di Lecce annuncia la volontà di un intervento a tutela della sicurezza dei medici più esposti, quelli che lavorano nella trincea degli ambulatori aperti di notte o che effettuano visite domiciliari. Lo ha fatto sapere il direttore generale Ottavio Narracci, che ha chiamato la Prefettura e l’Ordine dei medici per “offrire totale disponibilità a valutare insieme modalità e tempi di un intervento complessivo che non è più rinviabile”. In mattinata, inoltre, i vertici dell’Ordine si sono recati presso l’ambulatorio, per manifestare solidarietà alla collega vittima di un tentativo di stupro durante una visita domiciliare, qualche sera fa. E intanto emerge che a volte i medici sono costretti a pagare da sé il servizio di vigilanza per sentirsi più sicuri.
Secondo quanto riferito De Giorgi, la dottoressa è fortemente provata, ma pare non abbia subito conseguenze fisiche. Stava facendo il turno di notte in sostituzione di un collega, è stata chiamata per una visita domiciliare. Quando è arrivata a casa del paziente ha subito avances e un tentativo di stupro, ma è riuscita a fuggire ed a chiamare le forze dell’ordine. Secondo De Giorgi, l’aggressore sarebbe già stato in passato protagonista di episodi simili. I fatti sono al vaglio dei carabinieri della compagnia di Casarano.
Per il momento, la dottoressa ha deciso di non sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Il fatto, però, è troppo grave. E i precedenti in Italia e nel Salento sono troppo eclatanti. “Si tratta di episodi di violenza che vanno stigmatizzati con fermezza – ha detto Narracci – e nello stesso tempo devono essere motivo di profonda riflessione, perché riguardano professionalità tra le più esposte sui territori, dove è più difficile un’azione di controllo e di tutela. Di fronte a fatti così gravi le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte. Ho ben presente la delicatezza del tema della sicurezza, delle guardie mediche così come di tutte le strutture sanitarie, per cui sono pronto a sedermi ai tavoli istituzionali per affrontare e risolvere queste criticità”.
Si attende, dunque, un incontro in prefettura. E intanto le polemiche iniziano a sollevarsi. Tra le altre, c’è la voce di Mario Giugno, in servizio a Lecce: “I medici di guardia medica -dice -lavorano senza una adeguata copertura assicurativa sia sulla persona che sulle proprie autovetture, spesso danneggiate durante il servizio e non rimborsate malgrado la denuncia alla ASL. Manca il personale parasanitario ma principalmente manca una postazione di vigilanza nelle sedi di guardia medica e spesso i medici devono ricorrere ad un servizio a pagamento offerto da un servizio di vigilanza, lì dove esiste, chiamato dal medico per farsi accompagnare al domicilio del paziente per evitare di utilizzare Ia propria auto per preservarla e per avere un minimo di tutela sulla persona”.