SCORRANO- Il progetto del doppio forno crematorio di Scorrano scatena il terremoto politico: in mattinata, si è dimesso il vicesindaco del Pd Rocco Amato, tra l’altro assessore con delega all’Ambiente. Era assente, assieme all’assessore Amedeo Scarpa, nella seduta di giunta del 30 dicembre scorso, quando è stato approvato il project financind della Leucci srl, riconoscendone il valore di “interesse pubblico”. Il motivo del passo indietro Amato lo ha spiegato con manifesti pubblici: “L’approvazione definitiva ed esecutiva di un progetto con queste caratteristiche, peraltro rimodulato rispetto a quello indicato in programmazione, avrebbe dovuto essere discussa in maniera compiuta e chiara, prima di tutto in seno alla maggioranza e con il successivo coinvolgimento della cittadinanza intera. E’ invece accaduto che soli tre amministratori abbiano deciso, in una seduta di giunta ‘estemporanea’ e senza che il sottoscritto fosse a conoscenza della trattazione dell’argomento”.
È una crisi politica che il sindaco Antonio Mariano ha cercato di evitare in calcio d’angolo, tra l’altro a pochi mesi dalle amministrative. Ma non ci è riuscito. A suo avviso, tra l’altro, il doppio forno crematorio non comporterebbe alcun impatto ambientale in termini di emissioni.
Il progetto scorranese prevede la nascita di un doppio impianto di cremazione, uno per resti umani e uno per resti animali, in un oliveto da poco più di un ettaro accanto al camposanto. A realizzarlo e gestirlo per 30 anni dovrebbe essere la Leucci srl, pronta a investire 3,3 milioni di euro. Il fatto che però la società sia inattiva è un dettaglio che l’amministrazione ammette di scoprire da Telerama.
Nessuna citazione, poi, del regolamento provinciale sui forni crematori, ma per il sindaco Mariano non è una svista: se ne occuperà la società che ha proposto il progetto. Eppure, Scorrano non risulta nell’elenco dei sei Comuni che, in ordine di priorità, sono stati individuati come idonei ad ospitare un impianto, a cominciare da Botrugno, dove l’iter è in fase avanzata e ha un diritto di prelazione su tutti gli altri, motivo per cui, ad esempio, a ottobre il Comune di Lecce ha stoppato la proposta della Edile Vispin di Napoli.