LECCE- Nonostante la Regione Puglia sia tornata, nelle scorse ore, a ribadire che non ci sono le condizioni per spostare i primi 231 ulivi e avviare concretamente il cantiere per il gasdotto, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda tira dritto su Tap: non si può più attendere e parlare ancora di spostamento del punto di approdo a Brindisi, come propone Bari.
Calenda è arrivato in mattinata a Lecce, ospite alle Officine Cantelmo nel confronto sul futuro del Meridione promosso dall’associazione Guido Dorso. Il passaggio su Tap è inevitabile, viste anche le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Calenda agli inizi del mese, sullo spostamento imminente degli ulivi a Melendugno. Ad oggi, nulla. Come farà Roma a scavalcare il no della Regione al momento resta un interrogativo. Il ministro non chiarisce se ci sarà un decreto ad hoc del governo. Di certo, però, rende chiaro un altro fronte: il gas di Tap non può servire, a suo avviso, per metanizzare l’Ilva di Taranto, semplicemente perché nessun imprenditore è disposto a investire su questo.
Dunque, se nessun privato è disposto, il pubblico, in poche parole, per il ministro, non se ne potrebbe fare carico. Sulla marcia indietro del governo relativa ai 50 milioni di euro per la sanità tarantina scomparsi dalla legge di stabilità, chiarisce: “si provvederà con tavolo apposito convocato dalla ministra alla Salute Beatrice Lorenzin”.