LECCE- Fa domanda all’Inps per ottenere la fornitura di protesi acustica a carico del servizio sanitario nazionale, ma l’ente le revoca inspiegabilmente l’indennità di accompagnamento che le era stata riconosciuta dal 2008. Protagonista della vicenda una donna di 92 anni di Novoli, affetta da parkinsonismo aterosclerotico e un grave deficit deambulatorio con appoggio obbligato a girello e ad accompagnatore.
La domanda della nonnina per ottenere la protesi acustica è stata presentata nel settembre 2015. Qualche mese più tardi, ossia a febbraio 2016, la stessa commissione medica riunitasi per l’accertamento dell’invalidità civile, ha riconosciuto la signora affetta da “difficoltà persistenti a svolgere le funzioni ed i compiti propri della sua età (lieve 34%-66%)”, in ragione della seguente diagnosi “Ipoacusia 50%”, preceduta dal seguente e scarno esame obiettivo difficoltà sensoriali e dai seguenti dati anamnestici “da anni non ode la comune voce di conversazione
Nonostante questo verbale, ad aprile dello stesso anno, l’I.N.P.S. Le ha a revocato l’indennità di accompagnamento, che nel suo piccolo le consentiva anche di far fronte al pagamento mensile della casa di riposo per anziani presso cui alloggia e alle spese per l’assistenza
I suoi legali,gli avvocati Giovanni De Donno e Antonio Vetrugno, hanno così deciso di presentare ì ricorso d’urgenza al Giudice del Lavoro di Lecce, evidenziando, in primo luogo, che il verbale della Commissione medica integrata di Lecce non poteva in alcun modo giustificare la revoca dell’indennità di accompagnamento alla signora. Il Giudice Dott.ssa Gustapane, evidenziando peraltro come, dagli atti di causa, non era emerso alcun miglioramento delle condizioni di salute della signora, ha accolto il ricorso e ha condannato l’INPS a corrispondere alla signora l’indennità di accompagnamento a decorrere dalla revoca della prestazione, con interessi legali o rivalutazione come per legge.
“Questa pronunzia – evidenzia l’avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce – offre spunti di riflessione importanti non solo sul piano giuridico ma anche etico, stanti le potenziali gravissime ripercussioni che una ingiustificata iniziativa posta in essere dall’Istituto può causare a un invalido”