BRINDISI- Prima il ritrovamento di un arsenale da guerra, poi l’attentato dinamitardo ai danni dell’auto del maresciallo Vincenzo Corlianò, comandante della stazione dei carabinieri di Torchiarolo. Due episodi ravvicinati e ritenuti collegati dal filo rosso che, in mattinata, ha portato all’arresto di due giovani ritenuti vicini alla frangia leccese della Scu e già al centro di indagini relative ad armi, droga e ricettazione.
In manette sono finiti Paolo Guadadiello, 29 anni, di Torchiarolo, gestore di un bar a Squinzano, e Marco Maggio, 26 anni, di Trepuzzi, già nel registro degli indagati assieme al padre e al fratello: i due sono stati arrestati dai carabinieri di Brindisi sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Maurizio Saso su richiesta del pm Antonio Costantini.
Secondo gli investigatori, le armi, che il 18 novembre a Torchiarolo erano state sequestrate ad un 57enne, Nicola Del Vecchio, erano state affidate a lui dai due giovani. L’arsenale fu trovato suddiviso in due borsoni, nascosto in una cassapanca, avvolto in una pellicola di plastica. C’era di tutto: un fucile Ak 47 calibro 7,62, dotato di caricatore; una pistola Beretta con matricola abrasa; una Zastava calibro 9; due pistole semiautomatiche e un totale di 445 colpi di diversi calibri.
Troppe armi per un uomo solo. Da qui l’avvio delle indagini nate dal sospetto che dietro a quell’armamentario ci fosse qualcun altro, soprattutto quando una bomba carta fu fatta esplodere qualche giorno dopo contro l’auto del militare che seguì l’operazione. Dopo mesi di indagini, è arrivata la svolta. Maggio è stato condotto a Borgo San Nicola, dove si trova già recluso anche GAUDADIELLO per altri episodi.