LECCE- “Non uno, ma due laboratori di genetica nell’Asl salentina che possono eseguire, tra i vari esami, anche quelli prenatali, in particolare l’amniocentesi. Prelievo utile a conoscere eventuali malformazioni del feto e che, come tale, mette nelle condizioni la donna incinta di scegliere se portare avanti la gravidanza o meno, in caso di serie patologie del futuro nascituro”.
Eppure la Asl si affida ad un laboratorio privato convenzionato, probabilmente spendendo di più e sicuramente allungando i tempi di attesa del risultato. Parliamo di un’attesa di circa 20 giorni che, va da sé, è un periodo molto lungo per una donna che dovesse, legittimamente, decidere di non portare a termine la gravidanza.
La segnalazione è di sanitasalento.net, che -sulla scorta della denuncia di una donna incinta- racconta che la signora si è sottoposta al prelievo del liquido amniotico il 21 marzo per poi avere il risultato più di un mese dopo. “Un conto é abortire alla 16esima settimana, 20esima – dicono i ginecologi – altro è farlo alla 35esima.” “Costo di questo “scherzetto” 500 euro ad esame, che l’Asl paga per ogni lettura di amniocentesi che viene spedita al privato” scrive sanitasalento. Se moltiplichiamo per 5 esami, é facile arrivare ad una spesa pari allo stipendio di un biologo incaricato, che l’Asl potrebbe assumere in uno dei suoi laboratori di genetica, per far eseguire ben oltre 5 esami mensili. Nel laboratorio di genetica del polo oncologico gli esami prenatali si sono eseguiti sino al 31 ottobre 2015, dopo di ché il responsabile della struttura, dottor Salvatore Mauro, si é fermato per carenza di personale.
Il laboratorio pubblico, invece, di cui è attualmente responsabile ed unico “impiegato” il dott. Piero Maggio, ci mette 7 giorni. Lui era in pensione, ma fu chiamato dall’allora direttore generale della Asl Valdo Mellone, pescato dalla graduatoria per la specialistica ambulatoriale, ed ha avuto un incarico da 25 ore settimanali. Ma è solo. Ha portato con sé, nel laboratorio di nella cittadella della salute, l’attrezzatura che aveva a Gallipoli, dove dirigeva il laboratorio nell’ospedale Sacro Cuore di Gesù.
Dall’inizio dell’anno a oggi, ha eseguito circa 60 amniocentesi, tantissime per una persona sola e, come detto con tempi strettissimi nella elaborazione e consegna del risultato alle future mamme. Se avesse dei collaboratori, si potrebbe far fronte, come struttura pubblica, a molte più richieste.