LECCE – Marito e moglie di Casarano in manette con l’accusa di estorsione consumata e sostituzione di persona. Per mesi si sono finti Carabinieri del Nas, e dopo aver individuato le vittime, la maggior parte commercianti di animali, le minacciavano, prospettando ispezioni imminenti con conseguenti, se non fosse stato trovato tutto in regola, sospensione dell’attività, o multe salate .
C’era però un modo per evitarlo: pagare prima del sopralluogo e scongiurarlo. 5 vittime ci sono cascate. Hanno consegnato somme per 500 euro circa, due o tre volte, in contanti oppure versando con dei falsi bollettini postali con l’intestazione al Nas, che la coppia aveva abilmente falsificato. In manette nell’operazione chiamata cavallo di troia, Luigi e Caterina Bevilacqua, 44 e 38 anni, di Casarano.
Per stanare i due sono confluite insieme le indagini dei carabinieri di Tricase, Casarano e dei Nas, quelli veri. Cinque gli episodi accertati, con le vittime, tutti anziani, di Calimera, Poggiardo, Tricase, Melissano e Diso. La tecnica sempre la stessa: Caterina BEVILACQUA fingendosi un medico del Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei Carabinieri contattava telefonicamente persone alle quali in passato il marito, con alle spalle un’attività da commerciante di animali, aveva venduto equini e le intimoriva prospettando ispezioni particolarmente rigide. Gli episodi sono diversi, ognuno con le sue caratteristiche.
Se rifiutavano ad esempio, di pagare tutta la somma richiesta, si facevano risentire. La donna, che si presentava come dottoressa Pepe o Pagliarulo, in un caso spiegava che “gli uffici di Roma non avevano accettato il pagamento della somma di sole 800,00 euro dal momento che computer non riconosceva tale importo essendo inferiore a quello del verbale originario… “.
Forse le vittime sapevano di non essere completamente in regola con certificati e autorizzazioni, o sono state particolarmente ingenue, ma alla fine si sono accorte di essere state truffate e si sono rivolte ai carabinieri. I coniugi hanno intascato in tutto circa 10 mila euro, contando solo gli episodi contestati, ma i militari suppongono che le vittime siano molte di più, e invitano, chi non lo ha ancora fatto, a denunciare.