LECCE- Una zona, o località, per crescere ha bisogno di progetti di sviluppo. Questi a volte passano dagli interessi leciti di privati ma, principalmente, da una prospettiva pubblica che determini aspettative ed investimenti. Perché un territorio rimane per anni abbandonato sopravvivendo solo con gli sforzi di alcuni operatori che in proprio rischiano , ed hanno rischiato , i propri investimenti per offrire servizi?
Come mai nulla si è fatto se non impoverire una zona? Come mai nessuno ha tentato una battaglia per conservare un ex Camping diventato riferimento nazionale del turismo? Come mai alcuno si è posto l’interrogativo sulla chiusura di un bar, l’unico presente a San Cataldo, per opera del demanio? Sembrerebbe quasi una strategia per limitare i costi di eventuali acquisti, anche attraverso aste pubbliche, e svendere ,quel poco che c’è da vendere , così come determinare concessioni in punti in cui qualche anno prima le stesse erano state revocate. In tutto questo ci sarebbe, il condizionale è d’obbligo, l’interesse degli stessi protagonisti nell’acquistare immobili, nel gestire l’unico sito proprio di una località marina e ricevere una concessione, per ora una, lì dove ad altri era stata revocata? Interrogativi che presto avranno una risposta e speriamo non facciano emergere altri “dubbi” , e lo virgolettiamo, interrogativi. San Cataldo, come le altre quattro marine del Comune di Lecce, hanno bisogno di interventi e servizi per coloro che le hanno scelte per villeggiare, o per abitarci, e non di speculazioni e svendite perché in tal modo si creerebbe una crescita drogata a svantaggio di chi ci ha creduto in anni improbabili ed , oggi , dovrà magari lottare per futuri pseudo investimenti, forse possibili anche per via di facili acquisizioni visto il degrado e l’abbassamento del valore di mercato.
È stato venduto l’immobile della Pro Loco, d’estate anche sede del 118, se si chi l’ha acquistato? È stato messo all’asta il diurno? Se l’operazione è andata a buon fine chi ne è ora il proprietario? È stata data la concessione per l’apertura di un Chiosco in prossimità di Porto Adriano, lì dove anni fa fu revocata ad un operatore della ristorazione? Risposte che certamente non tarderanno ad arrivare da parte di un’Amministrazione Pubblica che ha a cuore la trasparenza e senza interessi particolari se non quelli del bene comune e generale, così come è giusto che la collettività sappia e non abbia alcun dubbio circa alcuni interrogativi.