Cronaca

Strage a Parigi, il racconto di Sofia: “Tra le vittime anche una mia ex allieva”

PARIGI (di Elisabetta Paladini)- Palestre e stadi chiusi per due giorni e lutto nazionale per 3 giorni. Il giorno dopo, Parigi si è svegliata in un silenzio quasi spettrale. Troppe morti, troppo sangue. L’inferno che si è scatenato ieri sera sarà troppo difficile cancellarlo dagli occhi di chi purtroppo l’ha vissuto in prima persona, come alcuni dei nostri salentini che attualmente si trovano nella capitale francese o a due passi dalla strage.

Tra questi, c’è anche lei Sofia Capestro, una manager internazionale di danza che a Parigi ha una scuola con quasi mille alunni. E’ andata via dal Salento 24 anni fa. Tra sacrifici e difficoltà, oggi è una professoressa parigina affermata di danza jazz. La sua è una scuola famosa e lei è anche una funzionaria di Stato che si occupa della danza nelle scuole pubbliche. Una salentina, quindi, adottata da Parigi e che oggi, tra incredulità e paura, è uscita di casa documentando con un video il silenzio e il deserto che si manifesta ai suoi occhi. Siamo ad Asnières, a due chilometri dalla Capitale: “Negozi e scuole praticamente chiusi. Solo qualche commerciante é rimasto asperto!Qui é angoscia totale…”.

 Non siamo protetti in nessun posto ed esposti a tutti i pericoli“. Così ci racconta Sofia, ripensando a ieri, quando Parigi è stata colpita da una serie di attentati terroristici, rivendicati presto dall’Isis.

Almeno 128 i morti e tra questi anche una sua ex allieva: “Si chiamava Justine Moulin. Era a cena con

Justine
Justine

un’amica al Petit Cambodge ed è stata ferita da una pallottola in testa”. Poi la corsa in ospedale, dove purtroppo il suo cuore ha cessato di battere. “L’amica di Justine ha contattato la sua mamma. Lei é sotto choc e non risponde a nessuno, non si sa dove sia finita. Qui le sirene continuano…”

Le Petit Cambodge è il secondo locale della strage di ieri sera, dove c’è stata una fortissima deflagrazione. Erano circa le 21.20. Un uomo a volto coperto ha aperto il fuoco con un’arma automatica. Una carica è stata sparata all’interno del bar Carillon, una seconda nel ristorante. I terroristi hanno agito al centro della capitale francese, il X e l’XI arrondissement, cuori della Parigi notturna, popolata specie durante il week end da giovani di tutte le nazionalità. Hanno seminato panico e terrore, sangue ovunque: allo Stade de France, al teatro Bataclan e poi via tra bar e locali del centro. Sono 128 i morti e 192 i feriti, molti in gravi condizioni.

Il day after è duro da accettare e riscrivere sulle pagine della nostra storia. Tanto che alla domanda “Non ci può essere una giustificazione religiosa?” oggi Papa Francesco risponde: “Religiosa e umana. Questo non è umano. Per questo sono vicino a tutta la Francia e le voglio tanto bene”.

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