SQUINZANO-Preso a Monaco di Baviera con un passaporto falso. Patrizio Pellegrino, latitante da un anno, sfuggito all’Operazione Vortice Deja vu dei Carabinieri del Ros di Lecce è stato catturato in tarda mattinata dal Bka, la Polizia federale tedesca che insieme al Ros seguiva le sue tracce da tempo.
E’ stato bloccato alle 12,40 alla stazione di monaco. Il passaporto aveva generalità rumene. Ha cercato di negare la sua identità, poi ha dovuto ammettere di essere il latitante ricercato in tutta Europa dal quando riuscì a sfuggire all’ordine di cattura emesso durante l’operazione del novembre 2014.
La sua latitanza è durata un anno. Le indagini del Ros di Lecce non si sono mai fermate. Sono stati i nostri militari a fornire alla polizia tedesca tutti gli elementi utili per individuarlo. Molto probabile che abbia trascorso lì molto tempo e che avesse degli aiuti. Complici nella latitanza che le forze dell’ordine stanno identificando in queste ore. Il latitante era stato colpito da mandato di arresto europeo perché indagato per associazione mafiosa, traffico internazionale di stupefacenti e REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE IN CONCORSO CON ESPONENTI POLITICI. Era ricercato anche a seguito dell’Operazione White Butcher della guardia di finanza brindisina del 31 maggio scorso .
Patrizio Pellegrino, che risponde di 416 bis e articolo 73 era fuggito insieme al fratello Antonio, 41 anni, catturato il 25 maggio scorso mentre tentava di attraversare la frontiera tra la Romania e l’Ungheria. Anche lui documenti falsi e una cospicua somma di denaro. Era stato riconosciuto da un vistoso tatuaggio sul collo. I due fratelli sono ritenuti dagli inquirenti i vertici della frangia squinzanese della sacra corona unita attiva nei comuni di: Squinzano, Campi Salentina, Trepuzzi. A capo del clan Pellegrino Francesco , detto “Zù Peppu”ergastolano, padre di Antonio e Patrizio.