SAN FOCA-La guerra legale su Tap si arricchisce di un nuovo capitolo: è stata impugnata l’Autorizzazione unica con cui il Ministero dello Sviluppo economico, il 20 maggio scorso, ha dato il definitivo via libera alla realizzazione del gasdotto a San Foca. Ed emerge anche un nuovo cavillo: alcune aree interessate dal passaggio dell’infrastruttura sono state interessate da roghi fino al 2008 e per la normativa antincendi non si potrebbe modificare la destinazione d’uso per i dieci anni successivi.
Comune di Melendugno e associazione Tramontana, per contro del Comitato No Tap, hanno depositato al Tar Lazio, nei giorni scorsi, i motivi aggiunti che vanno a integrare i ricorsi già presentati dopo la valutazione di impatto ambientale rilasciata a settembre dal Ministero dell’Ambiente. Lo hanno fatto attraverso i legali Mario Tagliaferro e Mariano Alterio.
“Li ringraziamo – dicono dal comitato – perché lavorano gratuitamente. Per le spese vive, ci rimettiamo di tasca nostra e ci hanno aiutato l’Anpi di Martano e la Rete Territoriale dei Conflitti”. Dunque, nessuna intenzione di cedere, neanche dopo la pubblicazione da parte di Tap delle gare per la realizzazione del metanodotto in mare e nel tratto salentino e neanche dopo l’avvio dei lavori in Albania.
Si tenta l’impossibile fino alla fine. I nuovi motivi insistono sulla questione Seveso, perché nel frattempo sono intervenuti ulteriori atti, in particolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per cui non tutte le disposizioni sarebbero da ottemperare.
Poi, c’è la questione procedurale. Iniziata ai sensi del testo unico degli espropri, nel corso delle conferenze dei servizi il Mise l’ha sostituita con quella contenuta nella legge che regola il procedimento amministrativo, la l.241 del 1990.
Ancora, sulla valutazione progetto, secondo i legali, non è stato valutato l’impatto cumulativo del successivo percorso di Snam rete gas fino a Mesagne. Infine, si diceva, spunta la normativa antincendi boschivi e il divieto di modifica delle destinazioni d’uso per un decennio. Sono stati documentati roghi su particelle nella pineta di San Basilio e nei pressi del depuratore, almeno fino al 2008.