LECCE- La sua era una malattia troppo grave per sconfiggerla. Alessandro Maletesta è morto, ma grazie alla tecnologia e alle cure all’avanguardia è riuscito a vivere molto più del previsto. Prima di morire, però, ha vinto una battaglia, combattuta per tutti quei salentini che soffrono e che sono costretti a spendere migliaia di euro per rivolgersi alla sanità di serie A, quella che spesso, in alcuni settori si trova solo al nord e che ha tutte le novità tecnologiche e le équipe di eccellenza per fornire risposte adeguate.
Due anni e mezzo fa, Alessandro e Massimo si presentarono negli studi di Telerama per lanciare il loro appello alle istituzioni: chiedevano che anche il Salento fosse fornito della tecnologia che c’è al nord, per evitare i dispendiosi e difficili viaggi della speranza di migliaia di salentini. Chi non ha i soldi per farli è spacciato. Lecce non ha un acceleratore lineare di ultima generazione, il True Beam, e nemmeno quello di una ditta concorrente. Si tratta di un super raggio intelligente, che anche in casi gravissimi permette di evitare il bisturi, persino durante la chemio e di intervenire rimuovendo il tumore con grande precisione.
Da ottobre, Lecce potrà avere questo macchinario, grazie a una lunga battaglia a braccetto con la nostra emittente, grazie all’ex direttore Asl Valdo Mellone, che dopo aver visto il servizio su Telerama ci contattò assicurandoci che avrebbe fatto di tutto per portarlo a Lecce. La burocrazia, però, è lenta e ci sono voluti più di due anni. Anche gli amministratori sono scesi in campo.
Sì, perché Massimo e Alessandro, dopo aver lanciato l’appello in tv, sollecitarono prima il sindaco di Lecce e le istituzioni. E’ lo stesso Paolo Perrone a ricordare quella battaglia: “Alessandro l’ho conosciuto poco più di un anno e mezzo fa. È venuto a trovarmi accompagnato da un suo amico, Massimo, che lo seguiva passo dopo passo nella sua battaglia contro quella bestia chiamata tumore. Non aveva paura. Era fermo, deciso, ma non era arrabbiato nonostante fosse costretto molte volte, troppe volte, a prendere un treno o un aereo per andare a farsi curare al Nord come se ancora esistessero due Italie, quella che funziona e corre velocemente e quella che arranca e fa fatica a decollare”.
Sì, il dramma è ancora questo, quello di un sud e un nord con velocità e opportunità diverse. C’è molto da fare per ristabilire la parità. L’acceleratore lineare è un primo passo, poi ci sono le équipe di eccellenza da strutturare, ma bisogna continuare a stare al passo con la tecnologia. La battaglia di Alessandro contro i viaggi della speranza, per una sanità migliore, insomma, continua; anzi, deve continuare. Vogliamo chiudere con le parole che Paolo Perrone ha scritto su facebook: “Grazie alla battaglia vinta da Alessandro, ora i salentini potranno curarsi nelle nostre strutture sanitarie, evitando costosi e avventurosi viaggi nel settentrione. La scienza è capace di offrire nuovi orizzonti alimentando i nostri sogni. Con gli occhi e la forza di ragazzi come Alessandro”.
Gaetano Gorgoni