Cartella esattoriale da 2 milioni annullata dai giudici: firma non corretta

LECCE- Quasi due milioni di euro da pagare , una cifra che Equitalia chiedeva all’ Istituto provinciale di vigilanza la Velialpol e che a causa di un difetto di motivazione è stata completamente annullata. 1.907.223,02 per la precisione annullati dalla Ctp , la commissione tributaria provinciale di Lecce.

Il motivo: la cartella è stata firmata da un funzionario non abilitato. Di casi come questi ce ne sono diversi e a volte le sentenze non sono sempre a scapito dei cittadini. Le tasse si pagano, non c’è dubbio, ma cosi come alla gente viene richiesta estrema precisione, come nelle scadenze categoriche per poter presentare un ricorso contro cifre esorbitanti arrivate per posta, sarebbe bene che fossero precisi anche i funzionari incaricati.

Questa volta i giudici tributari nell’accogliere la sospensione hanno ritenuto valide le eccezioni proposte dalla difesa della società rappresentata dall‘avvocato Maurizio Villani. La firma della cartella da parte di un funzionario non dirigente, il difetto assoluto di motivazione e, soprattutto, l’annullamento delle sanzioni amministrative per lo stato di crisi della società e, l’applicazione dell’esimente della forza maggiore.

Una sentenza, sottolinea Giovanni d’Agata, presidente dello Sportello dei diritti, che ha una straordinaria importanza: almeno in fase cautelare, prende atto della primaria esigenza per il fisco di rispettare il principio che soltanto un dirigente per concorso può firmare gli avvisi di accertamento oppure conferire le deleghe per le firme, richiamando molti principi giuridici espressi dalla corte di cassazione e dal consiglio di stato.

 

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