LECCE– Sono campani i 20 soggetti destinatari delle ordinanze di custodia cautelare ( 18 eseguite) e finiti in carcere nella notte. E’ la conclusione di un’indagine partita l’estate scorsa dal Salento e arrivata in Campania. Cosa c’entrano con la nostra provincia? Alcuni degli arrestati sono venuti in vacanza a Gallipoli e non si sono lasciati sfuggire l’occasione di continuare il lavoro nel quale erano specializzati: furti di carte d’identità in bianco dagli uffici comunali. “Abbiamo sventato- dice il procuratore della Dda Cataldo Motta ,che ha coordinato le indagini insieme al pm Cataldi- l’ennesimo tentativo da parte della camorra di colonizzare il Salento”.
Nell’estate del 2014 la banda entra in azione a Gallipoli e poi a Parabita. Nella città bella ci soggiornano, hanno anche una casa in affitto. Il 31 agosto quattro di loro entrano negli uffici comunali a Gallipoli. Ci sono anche gli uffici anagrafe e polizia municipale. Scassinano la cassaforte con una fiamma ossidrica. Rubano 1049 carte d’identità in bianco, 3.000 euro tra contanti e bolli, 12 pistole Beretta. Quasi un mese dopo, il 25 agosto, quando l’estate volge al termine, la banda si sposta a Parabita. Prima il sopralluogo , poi il blitz notturno. Questa volta le carte d’identità rubate sono qualche centinaio, ma molte vanno in fumo perché la fiamma ossidrica provoca un incendio.
L’attività dei napoletani non sfugge alla criminalità locale che si mette in allarme e con una telefonata anonima, questo sostengono gli inquirenti, annuncia il colpo.
Partono da qui le indagini che hanno portato i carabinieri del Reparto Operativo e del Nucleo Investigativo di Lecce, guidati dal colonnello Saverio Lombardi e dal capitano Biagio Marro, a smantellare l’organizzazione criminale composta da 20 persone che sui furti e sulla rivendita dei documenti in bianco aveva messo su un lucroso business: servivano per creare documenti falsi da rivendere, al costo di circa 500 euro, agli immigrati clandestini.
Gli obiettivi erano sempre gli uffici comunali, spesso nelle casseforti si trovavano anche le pistole d’ordinanza della polizia municipale, per questo la banda aveva sempre disponibilità di armi.
Le ordinanze di cattura, emesse dal gip Simona PANZERA su richiesta della locale DDA sono state eseguite nella notte. L’accusa è di 416, associazione finalizzata ai furti di armi e documenti d’identità, detenzione e porto abusivo di armi, ricettazione, e contrabbando di T.L.E.
Alla conferenza stampa in procura anche il generale Claudio Vincelli, al comando della Legione Puglia, il colonnello Luca Corbellotti di Castello di Cisterna e il comandante dei carabinieri di Lecce, il colonnello Nicodemo Macrì.
Mariella Costantini
A finire in manette: Francesco, Antonio e Carolina Criscuolo, Vincenzo Famà, Bernardo Russo, Rosaria Altieri, Renato Bottone, Giuseppe Barretta, Pietro e Carmine Aruli, Pasquale Borrelli e ancora Mohamed Belkhadri, Larbi Ihissi, Abdelhadi Marouane, Dalip Croj, Mustapha Faiz El, Faiz Mohamed ed Elena Polikarpova.