LECCE- Roberto Fatano, tra i candidati alla presidenza di Confindustria Lecce, se ne va dalla confederazione degli industriali salentini. E lo fa sbattendo la porta. Di più, lo fa annunciando la nascita di una nuova associazione, una realtà completamente ex novo oppure una sigla datoriale ancora non presente sul territorio. La lettera di commiato è partita in queste ore: “la schifezza è così tanta – dice – che io non ci sto più”.
Nella conferenza stampa tenuta in mattinata nella sede della sua azienda, Interfrutta, ce n’è per tutti: per il direttore Antonio Corvino, definito “il tappo” di Confindustria; per il commissario ad acta Eliseo Zanasi, “condannato dalla Corte dei Conti (sentenza n.677 del 10 novembre 2014) per fatti gravi – aggiunge – che lo rendono inadeguato sul piano morale e incompatibile con il ruolo coperto su quello legale”; ce n’è anche per i probiviri leccesi che non si oppongono ai colleghi romani; ce n’è anche per la Camera di Commercio, “di cui – avverte – è stato chiesto il commissariamento”. Quello che emerge dalla sua fotografia è una Confindustria pari ad “un sistema solo di spartizione di cariche e potere. Ci sono troppi interessi e ciò – accusa – ha bisogno di una rappresentanza territoriale quiescente”.
A sancire lo strappo è stata la comunicazione arrivata il lunedì di Pasquetta dal segretario dei probiviri romani, che ha negato la documentazione, secretata, contenente le decisioni con cui sono state sospese le consultazioni in vista della nomina del nuovo presidente “sulla base di presunte irregolarità, di cui non sono state fornite, comunque, spiegazioni”. Un provvedimento impugnato da Fatano, a cui è stato risposto picche. “Questo è diritto tribale”, replica lui.
L’imprenditore, che dice “di aver già vinto perché ottenuto 250 voti, pari al 70 per cento”, non ricorrerà all’autorità giudiziaria, “perché – spiega – questo congelerebbe l’associazione per anni e perché devono essere gli associati a prendere consapevolezza che si tratta di un’organizzazione non più rappresentativa”. Dunque, fonderà una realtà associativa diversa, relativa a “commercio, industria e servizi e rispecchiante il tessuto medio piccolo delle imprese locali”. Lo annuncia “non a nome personale, ma di un gruppo di imprenditori” e la presenza di Giancarlo Negro, altro candidato al timone di Confindustria, lo conferma.