Cronaca

Omicidio piccola Angelica: Toma in silenzio ma respingerà ogni accusa

LECCE- Accusato del più atroce dei crimini, è restato zitto Biagio Toma, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per l’omicidio della piccola Angelica, ammazzata a due anni nelle campagne di Parabita, nel 1991. Toma è già detenuto nel carcere di Trani ed è lì che ha incontrato il giudice per le indagini preliminari. Con il suo avvocato Walter Zappatore ha deciso, però, di avvalersi della facoltà di non rispondere “Ma solo perché -spiega il legale” non avevamo a disposizione tutti gli atti processuali”. Qualche minuto prima, però, Toma avrebbe detto di respingere tutte le accuse, che giudica “infamanti” e che lo avrebbero “fortemente prostrato perché anche lui è padre”.

Angelica Pirtoli fu uccisa dalla mafia, insieme alla giovane madre Paola Rizzello. Gli assassini spararono alla donna e la bambina rimase ferita ad un piedino. Fu abbandonata lì, accanto al corpo senza vita della sua mamma ma i sicari ebbero l’ordine di tornare indietro per finirla. E questo fecero. Biagio Toma, 46enne di Parabita, è ritenuto dai carabinieri l’esecutore materiale di quel duplice omicidio.

Madre e figlia scomparvero misteriosamente da Parabita la sera del 20 marzo 1991. Le prime indagini furono indirizzate verso la malavita locale. Sei anni dopo, nel corso dello scavo di una cisterna eseguito in contrada “Tuli”, fi rinvenuto uno scheletro con il solo teschio parzialmente integro. i resti erano della donna, uccisa con un colpo d’arma da fuoco. Alcuni anni dopo, su indicazione del collaboratore di giustizia Luigi De Matteis si trovarono anche i resti della piccola Angelica. Per il duplice omicidio risulta indagato anche lo stesso De Matteis, affiliato, ai tempi, come lo stesso Toma, al clan Giannelli. La giovane donna fu uccisa perché ritenuta una testimone scomoda delle attività del clan.

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