Cronaca

Caso Deserto: Tiziana assolta dall’accusa di calunnia, parlano il marito e il legale

TARANTO- “Abbiamo pianto di gioia per tutta l’ora di visita”, è quanto ci racconta Massimo Geusa, il padre della piccola Maria, la bimba di appena due anni uccisa nel 2004 a città di castello. L’uomo ha visitato in mattinata la moglie, Tiziana Deserto, nel carcere di Taranto, insieme alla mamma della donna.

E’ stato un incontro fatto di commozione e di speranza, ha detto il marito. Speranza che riaffiora dopo l’assoluzione dall’accusa di calunnia, arrivata dal tribunale di Perugia. Tiziana Deserto sta scontando la pena di 15 anni (12 perché 3 condonati) per il concorso nell’omicidio della figlia Maria. La 41enne di Latiano ed il marito colgono l’occasione per ribadire, la prima, l’innocenza sostenuta fin dal primo istante; il secondo, la convinzione che la moglie sia estranea alla tragedia di 10 anni fa. Il 39enne di Erchie ha infatti sempre ritenuto che l’ unico responsabile della morte della figlia fu l’imprenditore Giorgio Giorni, amante della Deserto all’epoca dei fatti, condannato all’ergastolo con sentenza passata in giudicato.

Più cauto, sull’assoluzione della donna dall’accusa di calunnia, il legale della 41enne, l’avvocato Giuseppe Caforio: “L’assoluzione di ieri – spiega – può certamente incidere sulla richiesta di grazia e sulla concessione di benefici – poi aggiunge – non abbiamo mai abbandonato l’idea di una possibile revisione del processo, ma è cosa improbabile: i tempi sarebbero lunghi. Piuttosto ora attendiamo che siano depositate le motivazioni dell’assoluzione per calunnia. Poi decideremo il da farsi, perché si aprono nuovi scenari”. Propendono invece per la revisione immediata del processo, Tommaso Prima e Giuseppe de Matteis dell’associazione NessunoTocchiCaino, da sempre accanto alla famiglia.

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