Veto della politica sui punti nascita? Gentile: “Mellone racconta fantasie”

QuattroStelle

LECCE- La chiusura immediata dell’ospedale di Poggiardo e il trasferimento dei 50 posti letto nel nosocomio di Scorrano chiude un tira e molla che dura da anni, ma riaccende anche le spine di uno scontro che, in sotterraneo prima e alla luce del sole poi, si è trascinato.

Quello tra il direttore generale Asl Valdo Mellone e l’ex assessora regionale al ramo Elena Gentile. È lei a intervenire ora, dopo che il manager era stato, nelle scorse settimane, tranchant: «I punti nascita di Gallipoli e Casarano – aveva detto – non sono stati chiusi, come da disposizioni regionali, perché tizio mi ha telefonato, quell’altro mi ha telefonato; mentre la Regione mi ha detto che Gastroenterologia a Poggiardo non dev’essere spostata perché ci sono Gianfreda e la Gentile che mi chiamano e mi dicono di aspettare».

L’attuale europarlamentare del Pd replica secca: “Le condizioni di Mellone mi preoccupano”.

Ciò che è certo è che da una parte, tramite la struttura tecnica, Bari ha diffidato lo scorso anno la Asl di Lecce a chiudere i nidi sotto i 500 parti e, dall’altra parte, tramite la politica, ha effettivamente preso tempo per ripensare la geografia delle Ostetricie. Alla fine, però, quelle mancate chiusure sono valse una valutazione negativa nella pagella di Mellone, che ora, a poche settimane dalla fine del mandato, qualche sassolino se l’è tolto.

Non è una vecchia storia. I punti nascita tornano all’attenzione di tutti con il nuovo Piano di riordino, che il 4 novembre l’assessore Donato Pentassuglia tornerà a discutere a Lecce. E nella tagliola, almeno sulla carta, ci sono finiti stavolta i reparti di ostetricia di Scorrano e Gallipoli. Sempre che, come pare ormai plausibile, la politica non ottenga che si rimandino le decisioni a dopo le elezioni regionali.

 
Abitare Pesolino

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