Rifiuti interrati, il Noe torna a scavare alla Calò Calcestruzzi

MANDURIA-Ceneri interrate sotto gli ulivi. Ma anche altri eventuali rifiuti pericolosi e tossici. È quanto cercano e, purtroppo trovano ovunque si scavi, i carabinieri del Noe di Lecce (coordinati dal maggiore Nicola Candido) tornati ad ispezionare i terreni della Calò Calcestruzzi a Manduria.

Circa 10 ettari di campagna sono al setaccio dei militari, dotati di un geomagnetometro, apparecchio utile a riconoscere diverse tipologie di sostanze interrate. Un intervento avviato all’alba ed ancora in corso, disposto dal pm della Procura di Brindisi Giuseppe de Nozza, nell’ ambito delle indagini sul corretto smaltimento dei rifiuti della centrale Enel di Cerano.

Poco più di due settimane fa gli uomini del Noe di Lecce hanno sequestrato 9mila metri quadri di terreno, sempre all ‘interno dell’azienda dell’imprenditore 44enne Antonio Calò, ex sindaco di Manduria. Un sequestro disposto per la presenza di rifiuti pericolosi interrati a circa 2metri di propfondità. Scarti, potenzialmente cancerogeni, che proverrebbero dalla combustione del ciclo termoelettrico, appunto, della centrale di Cerano.

Sono numerosi i saggi dei terreni effettuati in tutta la zona e mai sono mancati, purtroppo i risultati. Dal suolo continuano ad emergere rifiuti, ceneri, sostanze nocive. Non si ferma il lavoro dei carabinieri del Noe e vanno avanti pure le indagini: saranno analizzati i rifiuti per comprenderne la composizione. Per comprendere quali sostanze sono nascoste dietro il blu, il grigio ed il nero che caratterizzano i rifiuti emersi.  

 

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