II commissario al prete: “Ci devi i soldi per l’oratorio”

Francavilla Fontana

FRANCAVILLA FONTANA (BR)  –  12.000 e passa euro da recuperare. Soldi, neppure bruscolini, che il Comune di Francavilla Fontana chiede, via legale, a Don Franco Galiano, prete e associazionista della ‘città degli Imperiali’, ma anche assiduo frequentatore della pagine di cronaca locali.

Dopo uno sfratto da parte dello stesso ente, dopo una condanna per mobbing e una per calunnia, il prelato viene nuovamente chiamato in causa dal commissario prefettizio Maria Rita Iaculli, intenzionate evidentemente al recupero delle somme dei fitti di alcuni locali siti in contrada Bax, nei pressi della Chiesa di Santa Maria Goretti.

Ex scuole, concesse a uso oratorio  in comodato d’uso alla omonima associazione parrocchiale presieduta proprio da… Galiano. Lo si evince dalla delibera, firmata dalla stessa Iaculli, con cui l’ente di via Castello conferisce formale incarico al legale Francesco la Rocca, chiamato appunto al recupero di ben 12.000 e 420 € a titolo di canoni scaduti e non versati. Un bel gruzzoletto, che corrisponde alla somma delle mensilità non pagate a partire dal primo novembre del 2004 e fino al 30 aprile 2013. Poco più di 100 testoni al mese che, però, dopo quasi 9 anni, sono diventati una piccola fortuna.

Lo scorso Marzo, il dirigente dell’ufficio contenzioso invito Don Franco al pagamento degli affitti arretrati con l’avvertimento che, scaduti i termini concessi, l’ente avrebbe conferito ad un legale il compito del recupero coatto delle somme. I termini sono appunto scaduti e il Comune è stato di Parola. La ‘Lady di Ferro’ Iaculli, in un impeto di apprezzabile laicità, è infatti passata alle maniere forti e il contenzioso passa ora nelle mani di un avvocato.

Non è la prima volta che l’uomo di Chiesa incappa in guai di questo tipo. Nell’inverno del 2011, l’amministrazione di Francavilla notifico all’associazione ‘Don Rosario Ribezzi’, presieduta sempre da Galiano, lo sfratto da un altro immobile comunale, sito in via Grottaglie e utilizzato per servizi di assistenza  agli anziani. La vicenda, a colpi di udienze e ricorsi, si risolse solo in primavera e a favore del Comune.

Tempi duri, insomma, per i preti di provincia. Tempi duri, soprattutto, per il simpatico Don Franco, evidentemente vittima di una vera e propria persecuzione da parte di giudici e amministratori per nulla timorati di Dio.