Una lunga scia di minacce, aggressioni e comportamenti persecutori che avrebbero trasformato la vita di un’intera famiglia in un incubo. È quanto emerge dalle denunce presentate da padre e figlia – assistiti dall’avvocato Daniela Sindaco – nei confronti dell’ex convivente di lei, un uomo di 45enne di Galatina.
La vicenda prende avvio all’inizio anno, quando la donna decide di interrompere una relazione durata anni e dalla quale è nato un figlio. Una scelta che, stando alle denunce, non sarebbe mai stata accettata dall’uomo, il quale avrebbe iniziato una serie di comportamenti vessatori e intimidatori.
Messaggi continui, anche centinaia al giorno, telefonate insistenti, appostamenti sotto casa e minacce esplicite: è questo il quadro delineato nella querela.
Le pressioni sarebbero state tali da costringere la donna a rifugiarsi più volte nell’abitazione dei genitori, vivendo in uno stato costante di ansia e paura.
Non solo. Gli episodi denunciati parlano anche di aggressioni fisiche. In un caso, il padre della donna sarebbe intervenuto per difendere la figlia, riportando lesioni documentate da un referto del pronto soccorso dell’ospedale di Galatina, dove si parla di trauma a seguito di aggressione.
La situazione sarebbe poi degenerata ulteriormente nelle settimane successive. L’uomo avrebbe continuato a molestare l’intera famiglia, arrivando a inseguirli in auto per le vie cittadine e tentando manovre pericolose. Un episodio “da film”, conclusosi nei pressi del commissariato di Polizia, dove i protagonisti si sono diretti per chiedere aiuto. Lei, con il padre, ha raccontato le vessazioni subìte, lui, invece, ha denunciato di essere stato inseguito e investito con l’auto dal suocero. Un episodio che, però, sarebbe stato raccontato in modo diverso dalla controparte.
Le vessazioni non si sarebbero fermate neppure dopo l’allontanamento dell’uomo dall’abitazione familiare, continuando con insulti, minacce e tentativi di contatto anche attraverso terze persone. In alcune circostanze, si parla di frasi intimidatorie e di un clima di costante tensione che avrebbe inciso profondamente sulla serenità della famiglia, compreso il minore.