Il bullismo, negli ultimi anni, ha cambiato natura. Non è diminuito, ma si è trasformato: grazie alle attività di contrfollo da parte delle famiglie e della scuola, meno spesso si manifesta in modo fisico ed evidente, più frequentemente si sposta su dinamiche relazionali sottili, come le forme di eslcusione. Spesso i ragazzi vittime non ne parlano per un senso di poudore, ma c’è una buona notizia e riguarda l’operato di Mabasta, acronimo di Movimento Anti Bullismo Animato da STudenti Adolescenti che ha restituito i risultati del lavoro dell’ultimo anno che raccontano la dimensione del progetto: 15.000 studenti incontrati, 800 classi coinvolte e circa 600 incontri realizzati nelle scuole.
Sempre nell’ultimo anno, il modello è stato applicato su circa 2.000 classi e, secondo quanto dichiarato dai docenti, il 67,3% delle calssi sono staye debullizzate, quindi circa 1.400. Ma c’è una nuova notizia: MABASTA consolida e amplia la sua rete in Italia e, nel prossimo anno sbarcherà anche oltre i confini nazionali. Il prossimo team di Mabasta sarà in Spagna.
manasta nasce dieci anni fa, 18 ragazzi di 14 anni scelgono di non restare spettatori e creano un movimento con un’idea semplice: far diventare gli studenti protagonisti attivi della prevenzione, non solo destinatari di interventi esterni.
Oggi quel gruppo è cresciuto e conta più di 100 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 17 anni, organizzati in tre team territoriali: Lecce, Torino e Treviso. Sono loro a portare il modello nelle scuole, parlando direttamente ai loro coetanei, dentro il linguaggio e le dinamiche reali delle classi.
Il lavoro di MaBasta si traduce in un modello strutturato in sei azioni: MabaProf, sentinella dei comportamenti a rischio, il MabaTest per far emergere criticità, il Buliziotto, Bullbox per denunciare anonimamente atti di bullismo e il MabaDAD, per farlo sempre in forma aninima ma da remoto.
L’obiettivo finale è “Classe Debullizzata”.