Con l’approvazione del progetto agrivoltaico “Corigliano 43.8”, in località Appidè, salgono a circa 100 gli ettari interessati da impianti fotovoltaici e agrivoltaici nel quadrante rurale compreso tra le masserie Astore, Le Lame e Appidè. Un dato che ha portato quattro associazioni ambientaliste a chiedere ai Comuni coinvolti di valutare un ricorso al Tar. Secondo le associazioni, il punto più critico è il via libera alla realizzazione dell’impianto nonostante il parere negativo del Ministero della Cultura, espresso attraverso la Soprintendenza Speciale per il PNRR. Il MiC ha segnalato criticità rilevanti su paesaggio, PPTR, coni visuali, masserie storiche, trasformazione del territorio agricolo, impatti cumulativi e interesse archeologico. Rilievi che, secondo i firmatari, sarebbero stati sostanzialmente superati dal decreto autorizzativo.
Con gli impianti già autorizzati o realizzati, l’area arriverebbe a sfiorare i 100 ettari complessivi occupati da strutture fotovoltaiche e agrivoltaiche. «La questione non è essere favorevoli o contrari alle energie rinnovabili – sostengono – ma stabilire dove e come realizzarle senza compromettere definitivamente il territorio».
Nel mirino finisce anche il ricorso alla definizione di “agrivoltaico”, che secondo i promotori della mobilitazione rischia di diventare uno strumento per rendere accettabili interventi di grandi dimensioni in aree agricole.
Intanto il Comune di Corigliano d’Otranto si prepara a reagire. La neo sindaca Ada Fiore ha annunciato che l’amministrazione è pronta a impugnare il decreto. Una posizione che conferma il parere contrario espresso durante l’iter autorizzativo dagli uffici comunali e dal Consiglio comunale nel 2024. “è intenzione del Comune – afferma – intraprendere tutte le azioni possibili a tutela dell’intero territorio.