BRINDISI – La realizzazione dell’impianto fotovoltaico sulla diga di Punta Riso continua a far discutere e ora diventa anche oggetto di una petizione popolare. Numerosi cittadini hanno espresso la loro contrarietà al progetto, ritenendo che l’intervento possa compromettere uno dei luoghi più amati e frequentati della città.
Al centro delle preoccupazioni c’è soprattutto la chiusura dell’accesso alla diga, attualmente interessata dai lavori. I promotori della petizione chiedono chiarezza sui tempi di riapertura e temono che le limitazioni possano protrarsi oltre la fase di cantiere. «La diga di Punta Riso rappresenta un patrimonio paesaggistico, sociale e turistico per Brindisi», sostengono i firmatari, che considerano l’opera una trasformazione eccessiva di un’area simbolica per residenti e visitatori.
Secondo i cittadini contrari al progetto, l’impianto dovrebbe essere realizzato in aree industriali o degradate già esistenti, evitando di occupare uno spazio che negli anni è diventato meta di passeggiate, attività all’aria aperta e pesca sportiva. Tra le alternative indicate c’è lo stesso ambito portuale, dove un investimento nelle energie rinnovabili potrebbe contribuire alla riqualificazione di aree inutilizzate e alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività portuali.
Sul tema è intervenuto anche il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro, che ha rassicurato cittadini e operatori. «La chiusura è temporanea e legata esclusivamente alle esigenze del cantiere», ha spiegato. «Una volta completati i lavori, l’obiettivo è garantire nuovamente la fruizione della diga, compatibilmente con la sicurezza e con la tutela dell’impianto».
Le rassicurazioni, tuttavia, non hanno spento le polemiche.