Finisce davanti al Tribunale di Bari la vicenda giudiziaria che vede coinvolto l’ex consigliere regionale Fabiano Amati, citato a giudizio con l’accusa di diffamazione aggravata ai danni dell’imprenditore salentino Luigi Botrugno, noto per la commercializzazione dei prodotti “NuovOlivo”, utilizzati nel tentativo di contrastare gli effetti della xylella fastidiosa sugli ulivi. Il procedimento nasce da una querela presentata dallo stesso imprenditore nell’ottobre del 2021 e approda ora alla fase dibattimentale con il decreto di citazione. L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 20 gennaio 2027 davanti al Tribunale monocratico del capoluogo pugliese.
Secondo quanto riportato nel provvedimento della Procura, Amati avrebbe offeso la reputazione professionale di Botrugno attraverso una serie di dichiarazioni diffuse pubblicamente tramite interviste giornalistiche, post sui social network, messaggi WhatsApp e contenuti pubblicati sul proprio sito internet personale. Al centro della contestazione ci sono le espressioni utilizzate dall’ex consigliere regionale nei confronti dei prodotti “NuovOlivo”, più volte definiti “truffe”, “false cure” e “raggiri” legati all’emergenza xylella.
Tra gli episodi contestati compare un’intervista rilasciata il 21 gennaio 2022 ad un quotidiano locale, nella quale Amati avrebbe parlato di “raggiro per evocare indirettamente una fantomatica cura dalla Xylella”.
Nel decreto la Procura richiama inoltre un’audizione avvenuta il 14 ottobre 2021 davanti alla IV Commissione consiliare permanente della Regione Puglia. In quella sede, il dirigente dell’Osservatorio fitosanitario Salvatore Infantino avrebbe spiegato che i prodotti commercializzati da Botrugno potevano avere un effetto di rafforzamento sulle piante non ancora compromesse dal batterio, pur senza rappresentare una cura risolutiva contro la xylella. Un elemento che, secondo gli inquirenti, non consentirebbe di definire quei prodotti come “truffaldini”. Sarà ora il giudice a stabilire se le dichiarazioni contestate ad Amati rientrino nel diritto di critica politica o abbiano oltrepassato il limite trasformandosi in diffamazione aggravata continuata, accusa che oggi viene mossa nei confronti dell’ex politico brindisino.