Proseguono le indagini sulla baby gang ribattezzata “quelli dell’Apollo”, un gruppo di ragazzini tra i 13 e i 16 anni che, da mesi, starebbe terrorizzando gli adolescenti nel centro di Lecce. In città ormai non si parla d’altro: il caso è diventato argomento quotidiano tra famiglie, studenti e commercianti, soprattutto nelle zone della movida frequentate dai più giovani. La preoccupazione cresce di giorno in giorno e non riguarda soltanto i genitori delle presunte vittime. Sempre più adolescenti, infatti, starebbero scegliendo di evitare alcune aree del centro storico oppure di uscire meno la sera per timore di incontrare il branco. C’è chi preferisce spostarsi in altre zone della città.
Le modalità d’azione attribuite al gruppo sarebbero sempre le stesse: provocazioni per futili motivi, accerchiamenti e poi pestaggi rapidi e violenti. In alcuni casi sarebbero stati anche mostrati coltelli, taglierini e tirapugni per intimidire le vittime e incutere paura. Al momento restano quattro i minorenni indagati e quattro gli episodi denunciati ufficialmente, ma gli investigatori ritengono che il fenomeno possa essere molto più ampio.
Dopo i primi riscontri investigativi e le denunce presentate dalle famiglie dei ragazzi aggrediti, gli agenti della Squadra Mobile e i carabinieri hanno intensificato i controlli nelle aree più frequentate dai giovanissimi. Dopo il sequestro dei dispositivi elettronici agli indagati, gli investigatori stanno ora passando al setaccio chat, video e contenuti social per ricostruire dinamiche, ruoli e possibili ulteriori episodi mai denunciati, forse per paura di ritorsioni o conseguenze. Secondo quanto trapela, il gruppo potrebbe essere molto più numeroso rispetto ai quattro ragazzi già iscritti nel registro degli indagati.