Sarà una perizia psichiatrica a stabilire se Luigi Quarta, 82enne pensionato leccese, fosse pienamente lucido quando l’8 giugno 2025 uccise la moglie, l’83enne Amalia, con un colpo di pistola nella loro abitazione del quartiere San Pio, a Lecce. La decisione è stata assunta dalla Corte d’Assise di Lecce durante la prima udienza del processo per omicidio volontario aggravato.
Il giudice Pietro Baffa ha accolto la richiesta della difesa, affidando l’incarico allo psichiatra Massimo Marra. Il consulente dovrà chiarire entro trenta giorni se l’imputato fosse totalmente o parzialmente incapace di intendere e di volere al momento del delitto. La prossima udienza è stata fissata per il 28 maggio, con l’ascolto dei testimoni dell’accusa.
Fu lo stesso Quarta a contattare il 112 confessando quanto accaduto. I carabinieri sequestrarono l’arma, detenuta legalmente.
Nel corso dell’udienza preliminare la difesa aveva tentato di ottenere una diversa qualificazione del reato per accedere al rito abbreviato, richiesta però respinta dal giudice. I familiari della vittima hanno scelto di non costituirsi parte civile nel processo.