LECCE – Il solito Lecce, torna a casa a mani vuote, con lo stesso punteggio, negativo, maturato nella doppia trasferta milanese contro Inter e Milan. Oggi, invece, c’era di fronte un Torino, sempre superiore, forse, ma fragile mentalmente per via della crisi di risultati della squadra di Baroni. “La squadra ha preso gol nel momento migliore – ha detto Di Francesco nel dopo partita -. E’ ovvio che abbiamo perso per la nostra ingenuità, purtroppo creiamo tante situazioni di pericolo agli avversari, ma alla fine non riusciamo mai a concretizzare. È successo questo in particolar modo nel primo tempo, ma pure nel secondo quando ci sono state tante palle che hanno attraversato l’area di rigore, non siamo stati determinati o cattivi, non so, continueremo a lavorare in questa direzione. Il rammarico più grande è che è da un po’ che vengo qui e faccio gli stessi discorsi, per cui allora serve solo cambiare rotta, le chiacchiere servono a poco, i miei discorsi ci si annoia pure a sentirli, però è un dato di fatto che noi non riusciamo a essere molto pericolosi o a fare le scelte finali, giuste. Sempre. Prima o poi magari girerà in maniera differente, peccato per questa sconfitta. Nel secondo tempo sicuramente abbiamo avuto la parte iniziale e un po’ centrale un po’ così e così, dopo siamo ritornati su, abbiamo creato dei pericoli al Torino ma non abbiamo concretizzato”.
A Di Francesco viene pure chiesto se un Lecce con due punte aiuterebbe a risolvere il problema del gol. “La squadra è stata costruita in maniera differente – spiega -, però devo dire che oggi non avevo l’opportunità anche se avessi voluto perché Stulic era in panchina ma non stava bene, è venuto con noi, non si è allenato per cinque giorni, ha provato ma ha preso una forte contusione al piede e non riusciva ad essere a disposizione. Può essere un’idea, però. L’unico attaccante da affiancare a Cheddira non l’avevo, ho provato anche con Pierotti che magari ha più fisicità, l’ho avvicinato di più proprio per avere questo attacco in più della porta, questo attacco più della profondità, però non è andata come magari avremmo voluto”
Redattore. A Tele Rama dal 2003. Giornalista Pubblicista dal 2006