Un’eredità milionaria da un parente sconosciuto, morto in Australia, sembrava essere piovuta sulla testa di un fortunato cittadino di Spongano. Ma si trattava, come spesso accade, di una truffa ben architettata, anche se non troppo originale.
Tutto comincia con una PEC da uno studio legale di Melbourne propone a un cittadino del posto di incassare 18,7 milioni di dollari australiani, eredità di un lontano parente morto di Covid. Il defunto, dicono, non ha eredi diretti e guarda caso ha lo stesso cognome del destinatario.
Ma è tutto falso. Lo “studio Phipps”, con tanto di indirizzo e telefono, copia foto e curricula di veri professionisti ignari. Il numero di telefono squilla sempre a vuoto. Il destinatario, insospettito, segnala il caso all’avvocato Matteo Candela, che avverte la Polizia Postale.
L’obiettivo della truffa? Farsi inviare denaro per finte spese legali. Un altro esempio di tentativo di raggiro ben camuffato, ma sventato in tempo.