LECCE – “Sotto attacco non è la magistratura ma la costituzione italiana. Poche parole sono sufficienti a spiegare le ragioni della vibrante protesta dei magistrati. A pronunciarle è stato il presidente dell’Anm di Lecce Vincenzo Scardia in occasione della giornata di sciopero contro la riforma Nordio, il disegno di legge costituzionale nel quale si fa espresso riferimento alla separazione della carriera dei giudici. “Il timore – fanno sapere i magistrati – è che il sistema giudiziario agisca sotto il condizionamento del sistema esecutivo”.
Ma non è uno strappo, avverte il presidente della Corte d’Appello di Lecce Roberto Carrelli Palombi. E in ogni caso la separazione delle carriere non è il tema centrale della riforma: “Viene stravolto il modello di autogoverno della magistratura”
Anche il presidente della Repubblica ha ribadito l’autonomia e l’indipendenza della magistratura invitando, tuttavia, il Csm a “contribuire alla serenità delle istituzioni”.
“La sentenza – ha aggiunto iI numero uno della Corte d’Appello – non è un atto politico. Può essere criticata ma non delegittimata”. Chiaro il riferimento alla condanna del sottosegretario Delmastro per rivelazione del segreto d’ufficio che ha innescato un vivace dibattito politico.
Ma nulla è perduto. C’è spazio per riaprire un dialogo. Il 5 marzo è in programma un incontro a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il presidente del Csm Cesare Parodi
All’iniziativa hanno preso parte pure gli studenti di Giurisprudenza e de liceo scientifico Banzi di Lecce.
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