LECCE – Dopo la condanna penale e quella in sede civile, arriva anche quella della Corte dei Conti per il collaboratore scolastico, 63enne dell’hinterland di Lecce, al quale sono stati inflitti due anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale su un minorenne, alunno della scuola nella quale lavorava.
Ora il collaboratore – dichiarato anche interdetto da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni genere e grado – dovrà restituire al ministero dell’Istruzione e del Merito i circa 108mila euro, già sborsati dal ministero a titolo per risarcire il minore e i genitori per i danni patrimoniali e biologici.
La somma era stata individuata dalla prima sezione del Tribunale civile di Lecce che aveva condannato il ministero in veste di responsabile civile.
La sentenza del Tribunale civile (non appellata e definitiva) è giunta dopo il verdetto della Cassazione che aveva confermato la condanna per il collaboratore scolastico.
Secondo i giudici della sezione giurisdizionale per la Puglia della Corte dei Conti sussistono gli elementi per il danno erariale indiretto. E tanto perché il risarcimento deriva dal reato di violenza sessuale verificatosi nell’ambito del rapporto di impiego e – come si legge nella sentenza – posto in essere dal collaboratore scolastico nei confronti di un alunno su cui, invece, avrebbe dovuto vigilare, avendo compiti di sorveglianza e di controllo.