La sanità pubblica regionale mostra buchi vistosi nei servizi di prossimità, una rete dell’emergenza-urgenza che ha ridotto ai minimi termini l’operatività dei punti di primo intervento sovraccaricando i pronto soccorso, ma soprattutto una cronica fame di personale: non solo medici, infermieri e oss, ma anche tecnici e impiegati amministrativi.
Nei pronto soccorso si riversano codici verdi e bianchi che non trovano assistenza sul territorio, mettendo sotto stress il personale ed esponendolo al rischio di aggressioni.
E poi la piaga delle liste d’attesa, con tempi che si riducono solo per chi può permettersi di pagare visite ed esami intramoenia.
Ma, proprio per gli esami diagnostici, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha bacchettato la Puglia per eccesso di prescrizioni