“Sono stato io ad incendiarti le macchine, se vuoi lavorare a Lecce devi darmi 10.000 euro, hai un mese di tempo”. Un’estorsione mafiosa quella che avrebbe messo in atto Ubaldo Leo, di 60 anni, già noto alle forze dell’ordine e condannato per associazione mafiosa, arrestato dagli agenti della questura di Lecce su ordine del gip Alcide Maritati, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce. L’uomo è finito in carcere perchè accusato di aver messo in atto una serie di atti intimidatori nei confronti di un imprenditore locale, operante nel settore del noleggio con conducente. Nonostante l’intimidazione e la consapevolezza della pericolosità dell’uomo, la vittima ha scelto di non cedere al ricatto e di denunciare tutto alle forze dell’ordine, quando la situazione si è ulteriormente aggravata allo scadere dell’ultimatum. Leo, ad un mese dalla prima minaccia e dall’atto incendiario, ha messo in atto un secondo episodio, dando alle fiamme un’altra vettura della vittima. Pressioni e minacce si sono poi estese anche ai familiari dell’imprenditore, portando quest’ultimo a rivolgersi alla Squadra Mobile di Lecce. Gli investigatori hanno documentando anche con registrazioni i continui avvicinamenti e le intimidazioni subite dall’imprenditore riuscendo così a costruire un quadro probatorio solido contro Leo che avrebbe agito con le classiche modalità delle consorterie mafiose, sfruttando la sua appartenenza a un’organizzazione criminale per incutere timore e sottomettere le vittime. Gli agenti hanno raggiunto Leo presso la sua abitazione e, dopo gli accertamenti di rito, l’hanno trasferito nel carcere di Lecce, dove nelle prossime ore, assistito dall’avvocato Mariangela Calò, sosterrà l’interrogatorio di garanzia.