GALLIPOLI – Un furgone è andato in fiamme in via Torino, a Gallipoli, intorno alle 13.30, di proprietà di un 40enne del posto, titolare di un negozio di ortofrutta. Il suo nome, peraltro, è tra quelli delle 11 persone indagate per la vicenda che ha portato la procura ad emettere un provvedimento di sequestro di otto box del mercato ittico locale, eseguito all’alba di sabato scorso. Il Fiat Fiorino è andato completamente distrutto. Le fiamme, partite dalla parte posteriore del furgone, come confermato dai vigili del fuoco intervenuti sul posto, si sono poi propagate danneggiando anche due automobili parcheggiate nelle vicinanze. Sul posto si sono poi recati gli agenti di polizia del commissariato locale, diretti dal vicequestore Monica Sammati, coadiuvati dai carabinieri e dalla polizia locale, intervenuti per regolare la viabilità e assistere nelle operazioni di spegnimento e bonifica dell’area. L’ipotesi più accreditata sembra essere quella di un incendio di matrice dolosa. Solo il giorno precedente, infatti, nelle ore successive al blitz interforze, si erano registrati momenti di forte tensione tra due famiglie rivali proprio per i sigilli posti agli otto box per occupazione abusiva di demanio marittimo e irregolare somministrazione di prodotti ittici, accuse reiterate dal 2017. L’incendio potrebbe essere visto come una pericolosa escalation di questa tensione, una “scintilla” nata dagli attriti che si sono manifestati immediatamente dopo l’operazione di sequestro. Sin dai primi minuti del blitz alcuni commercianti pare avessero discusso in modo animato lanciandosi accuse reciproche. Poi però la situazione è degenerata in un sabato pomeriggio fatto di incontri, confronti e minacce tra due nuclei familiari rivali, fino al punto che una persona sarebbe finita in ospedale dopo che il diverbio è sfociato in una rissa. Intanto le minacce si sono spostate anche sui social e sottolineano un clima di tensione davvero preoccupante.