LECCE – È un conto pesante quello presentato dalla Procura di Lecce che ha invocato più di tre secoli di carcere per 40 imputati (che hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati col rito abbreviato) accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti,estorsione, rapina e infiltrazioni in attività produttive del nord Salento Leccese.
Nel maggio dello scorso anno a sgominare il presunto sodalizio fu l’operazione denominata “Filo di Arianna” coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce con i carabinieri del Ros. Focus degli inquirenti: il nuovo assetto del Clan Politi operante tra Monteroni, Lecce, Arnesano, San Pietro in Lama, Novoli, Leverano, Porto Cesareo e Veglie.
Titolare del fascicolo di inchiesta la sostituta procuratrice Carmen Ruggiero che nelle scorse ore ha invocato le condanne davanti alla giudice Silvia Saracino.
Tra le pene più pesanti quelle invocate per le figure ritenute apicali: 20 anni per Gabriele Tarantino, che – in considerazione della detenzione di Saulle Politi – avrebbe assunto la reggenza del clan, curando l’affiliazione di nuove leve e la definizione delle strategie criminali; 12 anni per Fernando Nocera, ritenuto referente a capo dell’omonimo clan di Carmiano; 10 anni e sette mesi di reclusione quelli invocati, infine, per Giovanni Parlangeli, ritenuto reggente del clan Padovano di Gallipoli.
Dopo la requisitoria della pm, sarà la volta delle arringhe difensive suddivise in quattro udienze del 26 giugno, al termine delle quali la giudice si ritirerà in camera di consiglio per decidere il verdetto.