BRINDISI – Numerosi edifici, lotti e cantieri, molti dei quali privi di recinzioni, sono diventati tristemente simbolo del degrado che mina la città di Brindisi. È giunto il momento di agire con fermezza e determinazione per invertire questa tendenza.
A sollecitarlo è il presidente della Commissione Ambiente del Comune di Brindisi Roberto Quarta il quale ha avuto il merito di aver riscoperto una ordinanza sindacale del 2015 con cui si faceva obbligo ai privati di provvedere alla pulizia ed al decoro degli edifici o delle aree di propria pertinenza. Evidentemente il contenuto di quella decisione del sindaco dell’epoca dava fastidio a qualcuno e quindi la si è fatta cadere nel dimenticatoio, a vantaggio di chi pensa di poter contribuire al degrado cittadino con i propri comportamenti.
E invece ci sono gli strumenti per contrastare incuria ed abbandono e quindi per migliorare l’aspetto della città, soprattutto in prossimità della stagione estiva quando viene presa d’assalto da decine di migliaia di turisti. E il discorso ovviamente vale sia per il centro che per le periferie e interessa anche i titolari di cantieri edili lasciati in una situazione di abbandono.
Chi non si adeguerà a quanto stabilito con l’ordinanza del 2015 sarà sanzionato e nei suoi confronti verrà emessa una diffida con cui sarà obbligato a ridare decoro ai luoghi interessati.
E’ evidente che, nel caso in cui il proprietario dovesse rifiutarsi di eseguire quanto richiesto, il Comune di Brindisi potrà provvedere direttamente, addebitando le spese sostenute agli interessati.
Adesso non resta che attendere per verificare se l’ordinanza sarà applicata anche nei fatti e non solo a parole.