MANDURIA – Si è costituito l’autore che nella notte tra il 21 e 22 dicembre scorsi avrebbe esploso dei colpi di pistola contro il titolare di un locale nel centro storico di Manduria, non colpendolo. L’indagato, un 26enne del comune messapico, si è presentato agli uffici del commissariato di Manduria accompagnato dal suo avvocato.
Gli investigatori della polizia di Stato al comando della dirigente Marinella Martina che lo cercavano lo avevano individuato dalle immagini della telecamera di videosorveglianza del locale e dalle numerose testimonianze raccolte al momento dell’accaduto. L’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere è stata eseguita dalla Polizia di Stato nella mattinata di mercoledì 3 gennaio ed è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura di Taranto. Il 26enne dovrà rispondere di tentato omicidio, porto e detenzione abusiva di arma comune da sparo, minacce aggravate, esplosione di fuochi in luogo pubblico, aggravati dal metodo mafioso e dai futili motivi.
Dalle indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile di Taranto e del Commissariato di Manduria, sotto la direzione della Procura di Taranto, sembrerebbe che il giovane abbia esploso 3 colpi di arma da fuoco, due dei quali in direzione del titolare di un bar di Manduria.
Anche grazie all’ausilio delle immagini delle telecamere di videosorveglianze, è stato possibile ricostruire l’accaduto: il 26enne stava festeggiando il suo compleanno in un locale del centro storico del comune messapico, quando un suo amico ha fatto esplodere una batteria di fuochi d’artificio, che sono ricaduti tra gli avventori del dehors di un bar limitrofo. A seguito delle rimostranze del titolare del bar, ne è nata una discussione con il 26enne che si è allontanato dal locale, non prima di aver minacciato platealmente il proprietario del locale, per poi farvi ritorno subito dopo, armato di pistola.
Dall’esterno del bar, il giovane, dopo aver esploso due colpi di arma da fuoco in direzione del titolare che nel frattempo si era rifugiato nel locale, si è dato alla fuga minacciandolo nuovamente ed intimando ai pochi avventori rimasti di non chiamare la Polizia. Gli atti verranno trasmessi per competenza alla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. Per l’indagato vige il principio della presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva.