Attualità

NTC Porsche, Legambiente esprime perplessità e chiede un confronto

NARDÒ – Continua ad essere sotto gli occhi dei riflettori il progetto di ampliamento della pista gestita dalla Nardò Technical Center, questa volte ad intervenire è Legambiente Puglia, che evidenzia forti perplessità. Il “Piano di Sviluppo di Nardò Technical Center” mina il futuro di una vasta area della Terra d’Arneo già fortemente compromessa sul piano ambientale, paesaggistico e sotto il profilo dell’eco-sistema dalle numerose infrastrutture che negli anni sono sorte nell’area – evidenzia Legambiente in una nota e aggiunge “che l’adeguamento delle piste esistenti all’interno dell’attuale area di pertinenza della NTC e la realizzazione delle piste aggiuntive di collaudo per la messa a punto di diversi tipi di veicoli, insieme alla costruzione di nuove infrastrutture porterà ad abbattere ampie aree attualmente occupate da un’eco-sistema boschivo unico nel suo genere. Legambiente sottolinea come sia necessaria una rigorosa valutazione della compatibilità e della incidenza ambientale in rapporto ai vincoli esistenti, e soprattutto chiede che venga avviata una fase di confronto, fino ad ora assente dice, per verificare se ci siano le condizioni per garantire che lo sviluppo economico non prescinda dalla tutela ambientale. Decisa invece la posizione del sindaco di Porto Cesareo Silvia Tarantino, che ricorda come la pista di collaudo NTC abbia dato lustro e visibilità al territorio a livello nazionale ed internazionale, oltre a garantire un grosso ritorno economico ed occupazionale per Porto Cesareo . E per quanto riguarda gli espropri , Tarantino fa presente che la Regione e la stessa NTC si stanno occupando della questione cercando di portare a casa un risultato utile che garantisca i proprietari e soprattutto le aziende agricole che più di altri verrebbero penalizzate. Resta alta l’attenzione su questa vicenda anche da parte del consigliere regionale Paolo Pagliaro, che ribadisce che “ Con tutto il rispetto per Porsche, siamo ben lieti voglia investire sul nostro territorio, ma non sulla pelle di chi ha investito sudore e sangue nell’area di Nardò e Porto Cesareo e che ora, dopo gli espropri decisi a tavolino, si vede proporre accordi bonari come alternativa, quando si tratta invece di un’imposizione di fatto. Questo, continua Pagliaro, vuol dire condannare a morte aziende floride: un sopruso legittimato con la formula della pubblica utilità, nonostante il piano di sviluppo riguardi un’azienda privata”. E i consiglieri comunali di Nardò, Alberto Egidio Gatto e Pierluigi Tarantino, dicono “No ad un progetto di cementificazione che consuma suolo agricolo e che, nella sostanza, torna comodo soltanto al privato che lo sponsorizza con l’intento di colonizzare il territorio dei nostri agricoltori e pastori. Noi siamo e saremo sempre dalla loro parte – concludono i consiglieri- mai disposti ad accettare compromessi che possano pregiudicare i loro interessi”.

Articoli correlati

Ucraina e Gaza, Apollonio racconta le storture delle due guerre

Redazione

Governance Poll: cala consenso per Emiliano. Penultimo in classifica  

Mariella Vitucci

Aree idonee per nuovi impianti da fonti rinnovabili: “Regione attui decreto ministeriale”

Redazione

Caos parcheggi, pressing sulla procura per i dissequestri

Erica Fiore

Gdf, nuovo comandante per la compagnia di Otranto: è il Tenente Luca Vincenzoni

Redazione

Caos voli: cinque ore di ritardo per i voli Bergamo Brindisi e ritorno

Redazione