Attualità

Coraggio e speranza, dopo il trapianto l’insegnamento del Col. Carlo Calcagni

ANCONA – “Ciascuno di noi è custode di chi ha accanto: per parentela, per amicizia, per lavoro, per vicinato. Ciascuno di noi è affidato ad altri e altri sono affidati a noi, perché Dio muove tutto per spingerci ad amare di più ed essere amati di più”. In questi giorni il Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano Carlo Calcagni, ammalatosi gravemente, mentre era impegnato in una complessa operazione di salvaguardia della Pace, durante la guerra dei Balcani, dove, nel ruolo di pilota di elicotteri, ha svolto il più nobile dei servizi per la collettività: salvare vite umane sta facendo particolare esperienza dell’importanza di questo concetto: “Solo insieme possiamo farcela – afferma Calcagni – perché uniti si vince sempre. Nessuno deve restare indietro, ma dobbiamo restare l’uno accanto all’altro, né un passo indietro, né un passo avanti, ma fianco al fianco!” “Oltre l’aspetto puramente tecnico dell’intervento chirurgico, a cui è stato sottoposto il Colonnello – afferma il Dottor Andrea Vecchi, chirurgo del Centro trapianti dell’Ospedale Torrette di Ancona -, per il trapianto che ha richiesto una particolare attenzione nella ricerca del tessuto più idoneo (nel caso specifico una porzione di vena di lunghezza e diametro ben precise) ed una perizia del tutto particolare da parte del Dott. Luciano Carbonari, direttore del Reparto di Chirurgia Vascolare, c’è l’empatia.. Carlo è sempre pronto a tendere la mano verso chiunque si senta demotivato e svuotato dalle avversità della vita, riuscendo a riaccendere persino la speranza in chi, nella disperazione, ha perso anche quella.” 

Con il suo imperterrito “Mai Arrendersi”, tendenzialmente è il soldato, l’atleta, il sognatore a infondere coraggio negli altri, a spronarli a vivere intensamente ogni attimo della Vita che ci è stata data in dono gratuitamente e di cui dobbiamo essere rispettosi, sempre e comunque, pur nelle avversità. Quotidianamente gli vengono affidate persone da ascoltare, supportare, sostenere, accompagnare in percorsi giuridici, legali, motivazionali. E, invece, in questa circostanza, è l’Uomo Calcagni ad essere affidato ad altri: all’alta professionalità di Uomini di Scienza medica, all’Amore dei propri cari, alla Preghiera di tante persone che, in un dialogo silenzioso di Fede con il Divino, cercano nel Mistero del trascendente quelle risposte che spesso risultano imperscrutabili nella realtà immanente. Donare è dare in maniera incondizionata, senza sentire di dovere nulla all’altro e senza pretendere nulla dall’altro. Carlo Calcagni sa bene cosa significhi “donare e donarsi agli altri” senza nulla chiedere in cambio e, in questa circostanza, ha appreso anche cosa significhi “avere in dono dagli altri”.

Alessandro Baffa

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