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Brindisi, vertenza DEMA – si spera nell’intervento del Governo

BRINDISI – Troppo silenzio intorno ad una vertenza estremamente delicata che interessa tantissimi lavoratori degli stabilimenti brindisini del gruppo Dema. Come è noto, è imminente il definitivo passaggio di proprietà dopo lunghe vicissitudini ed anche dopo cospicui esborsi di denaro pubblico per tentare di supportare l’attività aziendale.

Questa condizione, pertanto, ha spinto il sindacato a chiedere che si realizzi una mobilitazione generale. Iniziativa che ha già ottenuto impegni precisi da parte del prefetto di Brindisi Michela La Iacona che ha accettato di svolgere un prezioso ruolo di mediazione ed anche di tentare un pieno coinvolgimento da parte del Governo nazionale.

La vendita dello stabilimento DAR, in particolare, pone inquietanti interrogativi sul futuro occupazionale ed a Brindisi non si è più nelle condizioni di farsi carico di altri problemi di questo tipo, visto che si è già alle prese con le conseguenze devastanti del processo di de carbonizzazione.

Entro metà settembre, in ogni caso, così come emerso durante gli incontri in Prefettura, del problema dovrebbe farsene carico il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il chiaro intento di capire innanzitutto che fine hanno fatto 120 milioni messi a disposizione del gruppo per il suo definitivo rilancio e poi svaniti nel nulla.

Dopo di che bisognerà verificare a cosa si andrà incontro nei prossimi mesi, visto che è impensabile che a Brindisi restino fuori dal ciclo produttivo lavoratori di un comparto in forte crescita nel resto del paese come quello aerospaziale.

Un motivo in più perché nella vertenza vengano coinvolte anche le istituzioni locali, partendo dal dato che le imprese sono un patrimonio del territorio che va difeso con i denti per evitare che prosegua inesorabile il declino del comparto industriale.

Mimmo Consales

 

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